Titoli dei post che non scriverò:
1) “L’alunno che si scopre il fondoschiena e la classe che pensa sia normale”
2) “L’alunno cleptomane”
Basta. Non li scrivo. Se non non mi crede e quindi non mi legge più nessuno e passo per la prof mitomane.
Titoli dei post che non scriverò:
1) “L’alunno che si scopre il fondoschiena e la classe che pensa sia normale”
2) “L’alunno cleptomane”
Basta. Non li scrivo. Se non non mi crede e quindi non mi legge più nessuno e passo per la prof mitomane.
VIGNETTA!!
Ecco un post che è da due mesi che ho intenzione di scrivere.
Da quando emergevano i miei poco sommessi lamenti (“non è possibileeeeeeee!!”) durante la correzione di un pacco di compiti di italiano, e la mia supermamma prof oggi in pensione mi fa: “eh ho avuto anche io a volte problemi fuori misura con un alunno poi mi dissero: ma non lo sai? è dislessico.”
Uno alle mamme è abitutato a non dare troppo credito. E mia mamma è andata in pensione da qualche annetto ormai. Ma poi lo sai che tanto alla fine hanno (quasi) sempre ragione. E lo sai ancora di più quando sei diventata mamma anche tu.
Quindi mi sono subito attivata in rete per documentarmi sulla dislessia. Che non è solo, scopro su internet nell’ottimo sito dell’AID, invertire l’ordine di alcune lettere mentre si legge, come sapevo fino ad allora. Tutt’altro. Ci sono mille sfaccettature di questi DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento): dislessia propriamente detta, disortografia, discalculia, disgrafia. E tanti dis-graziati che magari non sanno di esserlo: 10% degli studenti. Bollati come ciucci, inadatti alla scuola, con quel poco di autostima rimasta buttata sotto i piedi.
Io invece alle statistiche ci credo. Nei mesi precedenti al mio matrimonio, lessi un articolo che diceva che un terzo delle coppie che oggi si sposano, si separano. Il giorno dopo, al corso pre-matrimoniale guardavo gli altri con sospetto, cercando chi si sarebbe separato. Mi sembrava impossibile. Invece è successo, circa tre anni dopo le date dei nostri matrimoni, quel terzo è stato abbondantemente superato.
Le informazioni che cercavo, nella disperazione del dover correggere i compiti di un ragazzo, mi hanno portato a trovarne anche un altro.
Statistica (quasi) rispettata. Due su 28 : infatti oggi, due mesi dopo, nella mia prima liceo ci sono due diagnosi di dislessia.
Solo nella mia classe. Non è che io ritenga di essere bravissima a individuare questi problemi, ho pochissima esperienza e non si tratta della mia fascia di età (non si dovrebbe individuare al liceo, bensì alle elementari-medie). Ma allora. O è sfiga (“tutti a me!!”). O i mei colleghi non “guardano” davvero gli alunni, limitandosi a spiegare-interrogare-correggere-valutare. Senza provare a capire. Oppure gli altri genitori “sanno” e non vogliono dirlo (così i miei colleghi dicevano a me quando dovevo comunicare questo sospetto alle due famiglie “vedrai! lo sanno e fanno finta di niente per non affrontare il problema”). Oppure non tutti i miei colleghi hanno una supermamma come la mia….
Rubati in giro sul web e fb… se l’autrice li rivuole io li tolgo subito eh!!
***
“Le Bucoliche, le Georgiche, le Neide!
“
IN LIBRERIA: “mi dà il RITRATTO DI DORIS DAY?”
in libreria: vorrei un libro di EL SAMORAN
in libreria #3: c’è “Il rosso e il nero” di STENDBAI?
LE PISTOLE di cicerone
E’ nato il nuovo sito web del Gruppo NonSoloCiripà. www.nonsolociripa.it . Il sito delle mamme che usano in tutta Italia i pannolini lavabili e li promuovono qua e là…
Chi mi segue sa che io ne sono parte attiva e sostenitrice per cui… vi aspetto!!
Il Gruppo “NonSoloCiripà” è una rete di genitori che usa i pannolini lavabili per i propri figli e presenta le informazioni raccolte e il bilancio positivo della propria esperienza. Il nostro scopo è coinvolgere altri genitori verso questa scelta consapevole, non solo informandoli sui vantaggi ecologici, economici e salutari, ma anche rassicurandoli sulla “semplicità” e “praticità” di tale utilizzo, che qualsiasi famiglia di genitori lavoratori può affrontare con facilità d’uso e con la lavatrice.
Il Gruppo svolge iniziative sul territorio, sia di collaborazione con le amministrazioni sia di sensibilizzazione attraverso incontri con genitori, in varie forme (presenza ad incontri preparto, formazione a operatori del settore, sportelli e altre iniziative).
Convinti che “esiste un pannolino lavabile adatto a ogni bimbo”, il Gruppo compie una divulgazione a 360 gradi nel vasto mondo dei pannolini lavabili, senza cioé promuovere, rappresentare né vendere alcuna marca o tipo di pannolino lavabile.
Il Gruppo NonSoloCiripà ha partecipato alla Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti 2009.
Info e contatti per Regioni qui.
Quest’anno ho rotto le scatole a tutti. Alla fine delle varie sedute, parentali o amicali, di alberi da svuotare di doni, io lì seduta triste e mogia a togliere lo scotch alle carte da regalo -che erano state defunzionalizzate in pochi secondi- e separare carta, plastica e nonriciclabile (scotch e schifezze varie). E a far sentire tutto il resto della combriccola un pochettino in colpa.
Una volta una bimba di 9 anni mi ha aiutato, le facevo pena, però mi ha chiesto a che serviva… anove anni nessuno glielo aveva spiegato? ma che razza di amici ho?? ![]()
E poi: gli struffoli. Non friggo mai. Ma quando mia mamma ha fatto come ogni anno gli struffoli, io ho con rimorso svuotato l’olio esausto nel lavandino. Con buona pace dei punti di raccolta (che però non c’erano, dovevo conservarmelo fino a quando?).
Naturalmente niente stoviglie o tovaglia o tovaglioli di carta/plastica.
ça va sans dire.
Eppure la mia ecocoscienza rimorde per le montagne di carta buttate via così intorno a me.
Ma ho risolto almeno uno dei miei ecoproblemi.
Il mio pacchetto regalo del prossimo Natale sarà di stoffa.
E già mi immagino la stoffa passare da un anno ad un altro da mano in mano. E la buona pratica diffondersi. Una sorta di bookcrossing della carta. Papercrossing.
Oppure chi regala si riporta la carta indietro?
Mah. Vediamo l’anno prossimo.
I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.
Bertold Brecht
oggi è morto un operaio, entrato in coma mentre pochi giorni fa stava pittando in una scuola di napoli molto molto vicina a me. Aveva battuto la testa cadendo per le scale, mentre le aule continuavano a fare lezione. Non stava nemmeno su una impalcatura, aveva i piedi a terra, forse un giramento di testa. 35 anni. Sua moglie l’altroieri ha partorito il loro figlio. Che mondo di merda, penso io, e i ragazzi forse per la prima volta ora purtroppo lo sanno anche loro. Come faccio domani a fare lezione?
A.”prof?”
Odio essere chiamata PROF
P.”si?”
A.”una delle frasi del compito è già tradotta sul vocabolario: Sotto il consolato di Cicerone”
P.”si ma attenta, è una traduzione libera; va bene, ma vorrei che tu mettessi subito dopo anche la traduzione letterale”
mi risponde uno sguardo perso nel vuoto e sorriso di circostanza.
P.”hai capito?”
A.”non ho capito come devo fare”
P.”scrivi la traduzione che hai trovato e poi tra parentesi mi scrivi la traduzione letterale. Puoi scrivere “lett.”: ok? “
A.”ok prof”
***
Correggo i compiti e trovo il suo. C’è scritto così:
“Sotto il consolato di Cicerone (lett.)”
Mia figlia mi chiede: “mamma, ma tu quando eri piccola, prima di papà di chi ti eri innamorata?”. Insomma vuole che le racconti dei miei ex.
5 anni tra 4 giorni.
Mio figlio urta con la testa, piange, va verso il frigo, lo indica, gli proponiamo varie consolazioni: succhi di frutta, cioccolata… lui niente, ma che vorrà? poi punta il freezer, noi proponiamo un gelatino, lui urla sempre più scocciato dalla nostra incompetenza, allora lo prendiamo in braccio così lui da solo può allungare la mano nel freezer e prendere… la busta del ghiaccio per mettersela sul posto della bua.
2 anni da meno di un mese.
Ora, va bene che questa bimba è fenomenale (se non si scaccolava alla fine avrei detto “disumana”), ma i miei pure sono soggetti interessanti!