Vi racconto la mia esperienza personale con i pannolini lavabili. Come ci diciamo spesso con R., l’altra concittadina che li usa -ci siamo incontrate su internet!- , per noi napoletane la “molla” è stata soprattutto l’idea di riuscire, con la forza di una nostra semplice scelta, a togliere, ciascuna, ben 1 tonnellata di rifiuti non biodegradabili dalle strade della nostra amata Napoli…. Ma cominciamo dall’inizio….
Quanti pannolini usa un bambino, dalla nascita allo “spannolinamento” verso i 2 anni e mezzo? qui si fanno i conti, che sintetizziamo: circa 6.570!
Infatti da 0 a 1 anno i “cambi” di ogni bimbo sono circa 2.920 (8 al giorno), da 1 a 2 circa 2.190 (6 al giorno), da 2 a 3 circa 1.460 (4 al giorno, facendo una media tra chi a quell’età lo usa già solo la notte e chi anche di giorno).
E quanto ci costano tutti questi cambi se usiamo i normali “usa e getta”? Dipende certo dalla marca, ma con la marca più usata, che costa 7 euro al pacco (pacco che per le taglie piccole ne contiene 28 e per le taglie grandi solo 20, con un costo medio di circa 0.29 cent al pannolino), moltiplicando per i numeri di cambi che abbiamo calcolato, la spesa si aggira sui 2.000 euro nell’arco dei 3 anni. Con i lavabili si arriva a 500-600 euro in tutto.
Volendo calcolare l’impatto ambientale, alla buona, serve vedere anche il peso: poiché ogni pannolino pieno di sola pipì (figurarsi quando c’è anche “altro”!) pesa tra i 150 e i 250 grammi (giornalieri e notturni), cioè in tutto (1.095 notturni e 5.475 giornalieri) 1.095 Kg… ogni bambino “produce” più di una tonnellata di pannolini. Più di una tonnellata di rifiuti da rimuovere dalle strade delle nostre città e non so voi, ma nella mia stiamo inguaiati già di base!; da smaltire adeguatamente…. Ma come? Questo è un problema anche delle “migliori città” perché oggi non c’è altro metodo se non buttare questi rifiuti, che sono plastiche farcite dei rifiuti organici dei nostri bimbi, nell’indifferenziato. Un pannolino usa e getta infatti non è biodegradabile (ci mette 500 anni).
Infine, ma non certo per ultimo motivo, il pannolino usa e getta non è nemmeno garantito per la salute dei bambini: e, secondo una denuncia di Greenpeace, la corsa al “pannolino più sottile e che tiene più asciutto” ha portato le case produttrici ad introdurre composti nocivi sia in fase di degradazione ambientale (per gli organismi marini), sia per l’uomo. In ultimo, c’è da dire la sensazione del super-asciutto porta i bambini a staccarsi tardi dal pannolino.
La soluzione che abbiamo scelto di provare viene dal passato (si lavano come quelli che indossavano le nostre mamme, e qualcuno di noi) , ma usa l’agio della moderna tecnica (sono “tutto in uno”, niente ciripà dietro al cui “assemblaggio” impazzire) e tecnologia (si lavano in lavatrice senza pretrattare).
Sono i “pannolini lavabili”.
Abbiamo deciso di provarci perché, per i motivi sopraelencati sicuramente “è meglio”.
E’ meglio per l’ambiente (una mamma che sceglie così sta togliendo una tonnellata di rifiuti dalla strada e soprattutto nella nostra martoriata città non è poco), per le nostre tasche (risparmio almeno del 50 %) e per la salute dei nostri bambini.
Restava da capire: “è fattibile”?
Ciò significa che, se illustri personaggi ecologisti come Beppe Grillo ne sponsorizzano a ragion veduta l’uso, non sono certo loro in prima persona a doversi occupare della loro “gestione”. Costoro non sono donne-mamme-lavoratrici, a cui la testa gira a rischio di svitarsi anche senza bisogno di mettersi a lavare un altro tipo di capo!
La vera scelta non è sponsorizzarli, è provarci.
In Italia la scelta di pannolini lavabili presenti negli scaffali dei negozi è limitata ad una sola marca, che non mi ha convinto qualitativamente.
Digitando pannolini lavabili su google si trova una ditta italiana che li importa dall’estero (dove, manco a dirlo, questa scelta è molto più diffusa che da noi). Sul suo sito, grazie anche ad un utilissimo forum, ho capito che esistono fondamentalmente 2 tipi di modelli: uno, l’AIO (All In One, tutto-in-uno), praticissimo e utile per il giorno, e il pocket (o due in uno) cioé un pannolino con tasca interna in cui inserire più di un inserto (ce ne sono di vari tipi, microfibra, canapa di flanella, bamboo, ecc), per la notte. L’effetto drenante (asciutto sulla pelle) è svolto dallo strato di pile comune a tutti questi pannolini. Le taglie possono ridursi a due, XS sotto i 5 kg del bimbo e TU (taglia unica) sopra tale peso. Ovviamente questo passaggio, così come la scelta della marca (Dream Eze, Happy Heinys, Mommy’s Touch, Fuzzy Bunz….) dipende dalla conformazione del pupo, se più “lungo” o “largo”. Ma in questo la titolare, Chiara, mi ha aiutato moltissimo nella scelta, avendoli lei visioanti e provati tutti! Prima ho provato 2-3 esemplari di marche diverse e poi, capito quale si adattava meglio alla conformazione del pupo, ho fatto il “grosso acquisto” (il numero dipende dalla velocità di asciugatura, dal numero di cambi che si prevede e dalla frequenza di lavatrici che si intende avere -io ogni 2 giorni circa-). Il nostro negozio virtuale fa sconti per i grossi quantitativi (fino al 30%) e se ci si organizza anche con altre mamme al momento dell’acquisto, si risparmia parecchio. Mediamente, come ho scritto sopra si spende (non volendo lavarli tutti i giorni) tra i 500 e i 700 euro (contro i 2.000 degli usa e getta).
Quando è arrivato il primo pacco a casa la prima reazione è stata “come sono belli“! non so: la forma, i colori, la sensazione tattile del tessuto invece della plasticaccia. Il secondo pensiero è stato: u marò e mo’ come ci organizziamo?. Essendo un po’ “pioniera”, cioè nessuna mamma napoletana o amica a consigliarmi, ho fatto tentativi e mi sono buttata sui forum in internet dove, dal Nord e Centro Italia, scrivono le cosiddette eco-mamme, esemplari meno rari che qui; centro nord dove i Comuni incentivano l’uso dei pannolini (dando ad es. il corrispettivo economico del mancato smaltimento di quella tonnellata di rifiuti…! Bella idea? Coerente, non vi pare? certo noi quaggiù non ne avremmo proprio bisogno!!).
Ecco la “gestione dei miei pannolini lavabili”.
Li ho messi in bagno riusando come porta pannolini un portaoggetti di cotone con tante tasche (così a vista ho sotto controllo quanti ne restano di puliti) appeso al muro, adeguatamente modificato per l’esigenza.
Una volta sporchi, li accumulo in un bidoncino con acqua e bicarbonato o(non più, puzzavano di più che a secco!) gocce di teatree sul fondo (sempre dalla solita rivenditrice on line), in attesa di lavarli.
Il lavaggio avviene -ogni 2 giorni- direttamente in lavatrice senza pretrattare; 50° ciclo sintetici. Si può lavare semplicemente con poco detersivo (se è detersivo eco è meglio per l’ambiente) magari nella pallina dosatrice nel cestello invece che nella vaschetta, così lava meglio, e niente ammorbidente. Oppure, con niente detersivo e 2 cucchiai di percarbonato di sodio (io lo prendo solo sul web qui o qui e voi??) mentre quello Sonnet è nei supermercati bio ma non l’ho ancora provato) o bicarbonato di sodio (quello da supermercato) nella pallina dosatrice dentro al cestello e 100 ml di aceto o di soluzione al 10% di acido citrico (anche questo lo trovo solo qui) messa nella vaschetta dell’ammorbidente.
L’asciugatura avviene (dopo aver messo la centrifuga al massimo, 900 giri o anche più se ce l’avete!!) sotto un vecchio appendino quelli ad ombrello con le mollettine. Non nascondiamoci dietro un dito, ci vuole un po’ di tempo per vederli asciutti, anche 24 ore. Perciò bisogna averne un buon numero per ammortizzare il tempo di lavaggio+asciugatura. Ma una volta organizzati sotto questo aspetto è ok. Inoltre c’è da dire che io li asciugo in casa al chiuso, ma se avete un balcone al sole tanto di guadagnato!
C’è modo di organizzare anche i week-end, mettendo tutto in una sacca e poi lavando una volta rientrati a casa (già sperimentato!!).
Il bimbo è asciutto (i pannolini raggiungono la reale capacità di assorbimento a partire da 5-6 lavaggi..in realtà a me ne sono serviti 10-12!), certo non è asciuttissimissimo come con gli usa e getta, ma va bene così, lo spannolinerò prima! e niente rossori.
Insomma io ormai non li cambierei più, la bilancia pesa troppo a favore del sì!
Se non portasse sfiga, credo, direi il famoso ” si può fare ” !!!
Voi che ne pensate?
Foto a seguire!!
Ci sono altre napoletane (e non) che vogliono anche loro togliere 1 tonnellata di monnezza, in più risparmiare e pensare alla salute del pupo??? lo sforzo per fare ciò secondo me è minimo!!
Se già sei un’ecomamma campana, ci vogliamo confrontare su prodotti in zona, punti di acquisto e magari creare un gruppo di acquisto ecologico, per facilitare acquisti in internet o avere sconti maggiori?
Se volete contattatemi lasciando un commento qui sotto!
PS: ora provo anche gli assorbenti lavabili per il ciclo, fatti nello stesso materiale, anche se il loro lavaggio mi lascia per ora più perplessa…. vedremo!!
PS2: siccome qui in Campania la collaborazione dei cittadini per costruire un modo più pulito e sano non è (come dovrebbe essere) un obbligo/dovere (incentivato) bensì una scelta di libero arbitrio affidata alla buona volontà dei singoli e CIVILI napoletani (e senza incentivo alcuno), vale secondo me il principio che le cose crescono piano piano dal basso, proprio così come… “dicette ‘o pappece ‘nfaccia a’ noce: damme ‘o tiempo ca te spurtoso”. (traduco: “Disse il verme alla noce dammi il tempo che arriverò dove dico io”)!!!