Archivio per la categoria ‘scuola’

poesia per il 20 novembre (giornata internazionale dell’infanzia)

21 Novembre 2009

I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

Bertold Brecht

morte a scuola

13 Novembre 2009

oggi è morto un operaio, entrato in coma mentre pochi giorni fa stava pittando in una scuola di napoli molto molto vicina a me. Aveva battuto la testa cadendo per le scale, mentre le aule continuavano a fare lezione. Non stava nemmeno su una impalcatura, aveva i piedi a terra, forse un giramento di testa. 35 anni. Sua moglie l’altroieri ha partorito il loro figlio. Che mondo di merda, penso io, e i ragazzi forse per la prima volta ora purtroppo lo sanno anche loro. Come faccio domani a fare lezione?

stupidario – latino

27 Ottobre 2009

A.”prof?”
Odio essere chiamata PROF
P.”si?”
A.”una delle frasi del compito è già tradotta sul vocabolario: Sotto il consolato di Cicerone”
P.”si ma attenta, è una traduzione libera; va bene, ma vorrei che tu mettessi subito dopo anche la traduzione letterale”
mi risponde uno sguardo perso nel vuoto e sorriso di circostanza.
P.”hai capito?”
A.”non ho capito come devo fare”
P.”scrivi la traduzione che hai trovato e poi tra parentesi mi scrivi la traduzione letterale. Puoi scrivere “lett.”: ok? “
A.”ok prof”
***
Correggo i compiti e trovo il suo. C’è scritto così:
“Sotto il consolato di Cicerone (lett.)”

insegnanti “bruciati” dalla scuola: il BURNOUT

25 Settembre 2009

sorta di malattia professionale, questo blog ci aiuterà a non cascarci?

http://www.burnout.blogscuola.it/

trasforma la frase

23 Settembre 2009

Dalla forma attiva a quella passiva e viceversa.

“La costa era battuta dal vento”.

Trasforma. Lui scrive:

“Il vento vinse la costa”

!!!!!! li adoro !!! un sorriso in più a volte mi cambia la giornata. E poi ora ho un argomento di conversazione in più con l’amica del cuore che si è appena ricoverata. Mo’ glielo mando via messaggino….

da “lo stupidario” – il comunismo

17 Settembre 2009

Porto i test d’ingresso corretti. Valutano la cultura generale e le competenze di storicizzazione. Anche spazio-temporali.

“Chi ha scritto come regione di pertinenza del “Comunismo” l’Italia, per favore si alzi in piedi.”

So che non dovrei farlo. MaryStar dice che non si fa politica tra i banchi di scuola. Ma io voglio almeno vedere la faccia chi ha dei genitori che gli hanno insegnato che l’Italia è in mano ai comunisti. Non mi devo addentrare troppo, voglio solo guardare negli occhi quest’ennesimo figlio di Berlusconi.

Il diretto interessato si alza. Un ragazzo dal viso apparentemente simpatico e sorridente. Ma chissà che gli hanno inculcato, magari che i comunisti mangiano i bambini e menomale che invece Silvio c’è.

La cosa viene accolta da una risata generale. Gaurdo gli altri. Ma come? Non c’è di mezzo la politica?

Insisto. “Vorrei sapere se era uno scherzo o cos’altro”.

Alunno: “In effetti prof. ho grosse lacune. Studio e poi dimentico.”
Io: “Guarda che non si tratta di dimenticare una lezione. Questa è cultura generale. Tu non apri quotidiano né tg da quando sei nato.”

Lui:”Ha ragione prof. Devo migliorare. Ma le assicuro che la sapevo. E fino all’ultimo sono stato incerto tra Italia e Germania”.

La classe esplode per la seconda volta e per poco gli fa pure la ola.

Inizia lo stupidario scolastico

16 Settembre 2009

Lo “stupidario” è un mio nuovo tag.

Perché non posso arrivare a fine carriera senza avere annotato tutte le assurdità che ci dicono e/o scrivono gli alunni. Ma devo anche condividerli, SUBITO, con voi!

Per la serie: non solo i prof dicono castronerie…

;-)

PS: GIURO di dire tutta la verità, nient’altro che la verità.

****

1. Le buone intenzioni di inizio anno

(questionario conoscitivo): “l’anno scorso sono stato bocciato ma quest’anno non voglio deludere i miei genitori e farò di tutto. A costo di studiare ogni giorno”.

2.

(test di ingresso di storia, II liceo): “cosa è un secolo?” “un periodo di tempo lungo”. “Che cos’è un millennio?” “un periodo di tempo molto lungo”.

Scuola… si parte!

16 Settembre 2009

Prendo fiato dopo un inizio di anno scolastico molto tormentato, per parlare del fatto che della nuova VIPscuola quello che mi è piaciuto di più sono stati i ragazzi. Alunni svegli che sembrano avere tante cose dentro di sé e che io per ora sto riuscendo, forse, ad interessare. Il mio proposito di inizio anno è cercare di non annoiarli, pur facendo correttamente il mio mestiere (cioé insegnare loro qualcosa, e soprattutto a studiare meglio e a prendersi le proprie responsabilità). E’ la sfida credo di ogni buon insegnante. Speriamo di non ammorbare loro gli anni più belli della loro vita. Però, con rispetto parlando, inauguro comunque, nel prossimo post, lo “supidario”, tutto vero, cose di scuola che potrei documentare, ho le prove, ma purtroppo non posso… questione di privacy…

Sui genitori ancora non mi esprimo, non li ho visti direttamente. Li vedo passare arrabbiati. Mentre vanno dal preside o dal vicepreside a protestare per questo o per quello, per togliere e mettere i figli da qua e da là. A lamentarsi, a volte urlare, a volte facendo presente che “lei non sa chi sono io”. Spero non capiti mai a me di esserne l’interlocutore. Chissà poi se hanno ragione, magari sì. Mi interessaerà vedere quei professori universitari, medici, farmacisti, avvocati e imprenditori di successo (hei ma quanti ce ne sono nelle mie classi!) che so sulla carta di avere.

Sui colleghi, ne ho trovati di davvero disponibili, umani e solidali, ma ce ne sono anche di campioni di meschinità e di malalingua.

trasferita a insegnare dentro il mio mondo

26 Giugno 2009

….così potrei definire quello che mi è appena successo

Ed è stato il mio amico sacerdote missionario che, via skype, dal Centrafrica mi ha fatto cogliere forse il motivo del mio traferimento. Finora ho insegnato in realtà lontane da casa mia. Quasi una doppia vita. La piena libertà. Sperimentarmi in un mondo senza ricadute nel mio. Potevo essere libera di esprimermi senza ritrovarmi la “conseguenza” tra i piedi, all’uscita da scuola.

Oggi sono usciti i trasferimenti. E io ho avuto uno dei più prestigiosi licei della mia città, e per di più sotto casa mia. Non più i delinquenti dell’hinterland. Non più le shampiste della periferia. Ma i figli dello sfascio delle famiglie; i professionisti o i disadattati di domani. Del mio “dietro l’angolo”. E colleghi molto più anziani, è finita l’atmosfera goliardica di questi anni. A 36 anni, con 3 anni di esperienza, catapultata in una scuola così “in vista”.

In un primo momento mi sono messa a piangere dalla disperazione.

Poi il mio amico missionario (che io con alcune attività volontarie solidali ho aiutato in questi anni) mi ha scritto su skype che l’altroieri ha fatto un sogno.  Un sogno di prima mattina. Come si dice qui, di quelli veritieri, quindi.

Io arrivavo al suddetto liceo, in moto, le porte erano chiuse e allora io parlavo ai ragazzi fuori la scuola. Poi entravo in classe e c’era un ragazzo nero che proveniva dalla missione dove sta lui. Lui non aveva penne né quaderno. Un suo compagno italiano glieli dava.

Il sacerdote mi ha aggiunto che “è la mia missione, e che sarò capace di farla bene”.

Queste parole hanno dato un senso alla mia confusione del momento. Grazie.

5

16 Giugno 2009

… sono le sciampiste bocciate. Il che su 23 è un bel numeretto. Più cinque alunne con debito da estinguere. Sarebbe tipo che le abbiamo rimandate ma oggi fa più figo nel burocratese parlare di “sospensione del giudizio” cui a settembre seguirà la prova per “l’estinzione del debito formativo”.

Quando mia mamma tornava dagli scrutini si lamentava se mio padre non le chiedeva “come sono andati gli scrutini?” cosa che puntualmente lui non faceva. Ma ora capisco perché è un momento così importante per la coscienza di un insegnante. Lo sai da prima del consiglio, sai che “lo devi fare”. Quei debiti o bocciature le devi dare. Ma poi resti stravolto lo stesso (almeno noi prof mamme con senso materno… il quale alcuni colleghi maschi dichiarano apertamente di voler contrastare).

Sei come un medico che deve decidere se continuare a dare quelle medicine o passare all’operazione. Non è mai piacevole, è traumatico e invasivo, ma lo fai per il bene del paziente.