Archive for giugno 2008

Voglio un figlio a impatto zero

29 giugno 2008

Leggete l’articolo “Voglio un figlio a impatto zero” qui sotto, oppure qui

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da: “La Stampa.it” on line del 28/6/2008

di Sara Ricotta Voza

“La differenza tra una ecomamma e una oldstyle è presto detta. La prima sa che cosa sono gli ftalati e l’altra no. La seconda forse lo apprenderà per caso leggendo una rivista o finendo in un sito di ecomamme. La mamma old, fino a quel momento, penserà di essere una buona mamma e certamente lo sarà, ma qualche dubbio dovrà coglierla quando saprà che gli ftalati potrebbero esser presenti in certe piscinette per bambini e tettarelle per neonati e che, come dice Wikipedia, «sono oggetto di controversia dal ’93 in quanto produrrebbero effetti analoghi a quelli degli ormoni estrogeni, causando una femminilizzazione dei neonati maschi ». E a sentire cosa potrebbe accadere ai «gioielli» del suo pupo, anche la mamma italica più old dovrà concludere che informarsi è meglio. «Angeli del sacco nero» Le ecomamme sono infatti la punta più avanzata della mamma «simplex», poco attrezzata contro i nuovi pericoli – chimici, ambientali, climatici – che minacciano lei e la sua prole. Ora le ecomamme sono una realtà pure in Italia, anche se al momento visibile solo sul web. Molte si sono convertite davanti alle immagini in tivù delle tonnellate di rifiuti a Napoli, così come tante americane dopo l’uscita del film-denuncia di Al Gore «Una scomoda verità».

Sconvolta dal documentario la trentottenne Kimberly Danek Pinkson ha fondato la Ecomoms Alliance, che ha già 11 mila membri e organizza ecoparty e conferenze in cui convince sempre più mamme a cambiar stile di vita per sé e i propri figli. Così in Usa «Ecomoms» è già un nome brevettato, una lobby potente e una «sottocultura emergente» di cui si è occupato anche il New York Times. Una realtà attiva 24 ore al giorno su siti e blog. Uno dei più quotati è grist.org dove in tempi di elezioni si può verificare «how green is your candidate» scaricando sull’i-pod i discorsi dei politici su temi «eco». Ma a dimostrare che le ecomamme un potere ce l’hanno davvero è il fatto che vengano già notevolmente denigrate. C’è chi le chiama ecoansiose, chi le sbertuccia come «angeli della pattumiera». Troppo facile però prendersela con chi cerca di far qualcosa per sé e gli altri, anche se dal chiuso della sua cucina. Le donne, si sa, sono persone serie, spesso troppo, e può darsi che qualche volta esagerino e trasformino la loro ultima scoperta – l’ecologismo in questo caso – in una religione. In America comunque hanno già preso le contromisure e per le ecoansiose ci sono già le ecoterapeute. E in Italia? Qualche settimana fa in Galleria a Milano l’associazione di eco-dermatologhe Skineco ha organizzato eco-aperitivi su argomenti da ecomamme ed era attesa anche Barbara Berlusconi, mamma di Alessandro, 7 mesi; sembra sia un’ecomamma attenta e informata, una che legge tutte le etichette, va su internet e sa perfettamente cosa sono gli ftalati. Del resto la terzogenita del premier, prima di essere ecomamma, è stata un’ecofiglia, che oggi applica l’ecologia anche al campo inquinato della televisione. Lei da figlia vedeva non più di 20 minuti di tv al giorno (i Flinstones), e da mamma ha confidato alla Bignardi che ai suoi figli non farebbe vedere Buona Domenica e i reality. Altre ecomamme vip nostrane? Si sa per certo della vj di Mtv Paola Maugeri, vegana convinta. Pare sia sensibile anche la Marcuzzi, che avrebbe rifiutato di far pubblicità a cosmetici di cui non è convinta. Rubinetti controllati Ma che cosa fanno in concreto le ecomamme? Non hanno tutte le stesse possibilità, ma tutte provano a essere un po’ meno «impattanti» di quanto potrebbe fare una mamma media, specie se italica. Usano pannolini lavabili anziché torri di usa e getta, portano il neonato in fasce anziché in passeggini fuoriserie e poi, cresciuto il pupo, lo scarrozzano a scuola in bici anziché col Suv. Tutto qui? No, c’è anche chi si spinge oltre. Basta uno sguardo a siti e blog e si scopre che più che consigli si scambiano vere consulenze; che fanno in casa pane, omogeneizzati, saponi e detersivi; che usano caraffe filtranti, mettono riduttori di flusso ai rubinetti e non esitano a cambiare il parco-lampade di casa.

Su un blog, per dire, una si chiede se «con tanta eco-coerenza» può ancora farsi «dei colpi di sole così chimici!». E dai blog si capisce anche che «rompono». Una scrive di aver «martellato» un consigliere comunale, un’altra un assessore: l’argomento erano «i pannolini lavabili», gli assessori maschi e non devono aver dimostrato la giusta sensibilità. Però è meglio che si sensibilizzino, perché un’altra caratteristica delle ecomamme è che… non mollano.”

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vi è mai capitato di pensare…

26 giugno 2008

vi è mai capitato di pensare: “ma perché tocca a me?”

di sera, mentre mettete a posto la cucina aspettando il bip del microonde che finisce di sterilizzare il biberon per poter mettere in funzione la lavatrice dei pannolini, se no si sovraccarica il contatore e poi magari il vostro coinquilino che contestualmente è steso sul divano a vedere la partita si perde due minuti di semifinale dove manco gioca l’Italia

e voi avete a stento il tempo per uno striminzito post sul vostro blog

a me capita spesso

mi ha raccontato mia mamma che capitava anche a lei mentre nei ritagli di tempo notturni lavava a terra dopo aver lavorato

tutto si riconduce forse a quel discorso sull’avere noi xx qualcosa in più degli xy, o sul loro essere OGM che dir si voglia…

resta il fatto che come insegnante io cosa devo insegnare alle mie alunne? davvero sparerò loro i pipponi sull’uguaglianza e la equa divisione dei ruoli nella famiglia moderna… oppure comincio già velatamente ad abituarle all’idea che potrebbe darsi che debbano fare il 99% loro???

come mamma, cercherò come potrò ma con tutte le mie forze, attraverso un’educazione mirata al piccoletto, (…ma come si fa??…) di facilitare la vita alla mia futura speriamo nuora

e alla signorinella già sto inculcando un po’ il ruolo di gheisha… l’unico modello femminile che ancora funziona, forse

ora vado a rilassarmi un po’ in giro sui blog (serialmama in testa)… in attesa del primo vagito che mi richiami all’ordine

PS: e mi assicurano che il modello che ho preso io al negozio di mariti è tra il meglio che c’è sulla piazza

Differenziata a Napoli subito! firma anche tu!!

23 giugno 2008

Riporto una petizione che condivido e che personalmente ho sottoscritto: vi invito a valutare anche la vostra adesione (e a inserire il link nei vostri blog):

“sei a Napoli ? firma la PETIZIONE per ATTUARE SUBITO la RACCOLTA DIFFERENZIATA !!!”
http://differenziatanapoli.blogspot.com

INOLTRE

vi invito a rispondere al questionario “Sei esperto in riciclaggio?” pensato dalla 1a Municipalità

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Noi sottoscritti cittadini napoletani, siamo convinti che, come peraltro indicato dalle direttive europee, l’unico modo per risolvere i problemi legati ai rifiuti urbani è quello di raccoglierli e smaltirli in maniera differenziata.

Vogliamo che, al pari di altre grandi città come S. Francisco, Napoli raggiunga l’obiettivo di una raccolta differenziata totale ( la cosiddetta opzione “rifiuti zero” ) entro il 2020.

In quest’ottica vogliamo che venga raggiunto prima della metà del 2009 l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata di tutte le frazioni del rifiuto, compreso l’organico.

Per questo ci dichiariamo disponibili ad attuare da subito la raccolta differenziata, preferibilmente depositando alla porta/portone/cancello delle nostre abitazione le quattro categorie di rifiuto prodotto quotidianamente: contenitori e imballagi di plastica e alluminio, carta e cartone, rifiuti organici destinati al compostaggio e rifiuto indifferenziato, portando il vetro nelle campane e portando nelle isole ecologiche o a facendo prelevare su appuntamento i rifiuti occasionali (oggetti, capi di abbigliamento, apparecchiature elettriche e elettroniche ecc. )

Chiediamo che l’ASIA si organizzi IMMEDIATAMENTE per effettuare questo tipo di raccolta e ci aspettiamo a seguito del nostro impegno ( che farà sì che i rifiuti aumentino notevolmente il loro valore ) una congrua riduzione della tariffa.

FIRMA QUI:

http://differenziatanapoli.blogspot.com

120 auguri!

20 giugno 2008

ciao chicca -tu sai chi sei-

120 è il numero di beta hCG che ieri ci ha detto che nel tuo pancino sta crescendo una vita; oggi è poco più di un puntino, che diventerà un fagiolino e poi un fratellino/sorellina per la tua primogenita. Non mi dilungo se no quando leggi ti commuovi visto con che facilità ciò accade ultimamente (questo doveva farci capire il tuo stato, prima ancora della tua ostinazione nel volerti fare la beta nonostante mancassero ancora 3 giorni per un ritardo, fissazione strana, conoscendoti). Volevo solo dirti che ieri mi sono emozionata nel fingermi te nel telefonare al centro di analisi (perché tu non ne avevi il coraggio) e nell’ascoltare quegli auguri quasi stupiti e un po’ commossi della dottoressa che ti aveva sconsigliato di farti il test (“Signora!! aveva ragione lei!!”). Ora tengo incrociate più di prima le dita. E comincio a scrivere, già con questo blog, che la IUI (interuterine insemination) può funzionare già al primo tentativo. Questo per incoraggiare altre aspiranti mamme, visto che tu invece sui forum avevi trovato solo esperienze non incoraggianti.

ti voglio bene

uomini

19 giugno 2008

In giro sul web sto trovando delle frasi che mi fanno ridere perché danno voce ad una parte di me che (a volte) se ne sta zitta perché pensa di essere troppo fuori dal coro, una parte femminista e quindi retrò…

Ma bello non sentirsi più sole!!

Buona lettura.

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chiara: “(gli uomini) li considero senza mezzi termini dei bambinetti che a volte giocano a fare gli uomini ma alla fine della fiera quelli che tirano il carrozzone siamo noi donne, che ci smazziamo tutto quanto anche le loro paranoie e le loro cazzate quando si sentono degli eroi perchè hanno montato un comodino dell’ikea.

Detto questo posso dirti che un figlio te lo crescerai per il 100% a livello psicologico e se avrai un 20% di aiuto da tuo marito potrai considerarti fortunata… anche se a lui gli sembrerà di aver fatto tutto lui e nella maniera piu’ esemplare che poteva (il che non necessariamente coincide con la tua idea di minimo sindacale).

Sono poche le storie di donne felici con mariti esemplari, e questa è colpa delle madri, infatti la chance che sto dando a me stessa è di crescere due figli maschi con le palle ed assolutamente autonomi, nessuno uscirà di casa o avraà un motorino a 16 anni se non avranno riordinato e pulito casa e fatto tutto quello che c’e’ da fare.

Io sono della scuola Hitleriana come mi ha battezzato qualcuno (e chi se ne frega) ma sono convintissima che un uomo con le palle lo “crea” una madre e solo lei, le mogli sono solo povere criste che si dimeneranno tutta vita per avere il minimo sindacale, e non c’e’ niente io credo che li possa cambiare “dopo”.

Diciamo che nel mio caso un minima svolta c’e’ stata quando ho messo una domanda di separazione sul tavolo, ma io mi domando perchè bisogna sempre arrivare a certi livelli!

Una sa perfettamente chi ha accanto!!! bisogna tutti i giorni addestrarli col biscottino come i cani!!! e non perdere la costanza!! senno’ tempo 1 settimana si dimenticano tutto!!”

starlet: “su gravidanzaonline che c’è il CASA (comitato abbandono suocere in autostrada)”

blackcat:”Dove? Dove? Dove si firma?”

ragoypa: “io credo che non sia colpa delle madri se sono così. Purtroppo sono OGM, “geneticamente modificati”!!!”

Chiara: “Devo dire che per me non sono OGM ma sono rimasti allo stato brado… sono dei selvatici con la clava, e la loro capacità mentale è estremamente ridotta…
la verità è che non hanno proprio i requisiti minimi, noi siamo dei processori quad-core loro sono dei vecchi e sgangherati commodor 64.
Perchè?
perchè non riescono a fare due cose contemporaneamente, noi donne siamo multi-tasking loro no, se gli chiedi tre cose contemporaneamente mentre gli chiedi la seconda si sono già dimenticati la prima e mentre vanno a fare la terza si sono dimenticati la seconda.

SE nella vita ti fanno tutto fin da piccoli ovviamente tu cosa impari? che i calzini autonomamente andranno nella lavatrice si laveranno si asciugheranno e saranno talmente bravi da trovare la strada da soli per tornare PULITI nel cassetto… logico no?

Ma quello che proprio mi sta sulle b@lle è quando NON VEDONO LE COSE DA FARE!! potresti mettere una kakka di dinosauro in mezzo al corridoio e … la salterebbero andando e venendo 3 volte!! ma come si fa?

adesso siamo nella condizione IO CHIEDO TU FAI
che è un po’ come quando lanci il legnetto a un cane e gli dici prendilo… e lui corre
L’iniziativa personale non è ancora contemplata … ma ci sto lavorando “

Assorbenti lavabili gruppo di acquisto campano?

18 giugno 2008

ragazze l’assorbente lavabile è davvero un’altra cosa!!

subito prima di provarli una mia amica mi aveva chiesto se avevo fastidio con gli usa e getta e io avevo detto di no. Ma questo subito prima di provare i K-ONE di Ecobaby, davvero un’altra sensazione! provandoli mi sono accorta che gli “altri” sono ruvidi e plasticosi e che per me che non ho intenzione di provare la mooncup gli assorbenti lavabili sono sicuramente la prossima svolta!!

L’unico dubbio è che non avendo l’adesivo sotto (si chiudono col velcro o con i bottoncini) possono spostarsi leggermente… insomma per lo sport mi sa che non sono indicatissimi!

Per il lavaggio so che molte li mettono nel bidoncino in cui ammollano i pannolini dei bimbi. Io sono incerta, non so se si possono trasmettere eventuali nostre infezioni, che so candidosi ecc., vorrei chiedere prima ad un medico. Inoltre, in generale anche quando non avrò più (spero di spannolinare presto!) i bimbi con i pannolini, penso di organizzarmi così per il lavaggio: dopo l’uso li metto in un bidocino apposito con acqua e bicarbonato e poche gocce di teatree, e alla fine del ciclo li metto in lavatrice come per i pannolini (50° ciclo sintetici, dentro: bicarbonato o percarbonato e aceto o soluz. di acido citrico nella vaschetta ammorbidente). Per la “gestione fuori casa“, pensavo di prendere delle apposite pochette per il cambio pulito e per quello sporco.

Che ne dite organizziamo un gruppo d’acquisto di assorbenti in zona?

Il fornitore potrebbe essere ecobaby (dove vorrei provare anche i mommy’s touch), dove più se ne ordinano insime più aumenta lo sconto (fino a 30%!), oppure alessandra ha parlato di un rivenditore spagnolo dove ha comprato attraverso un gruppo di acquisto, ora provo a chiedere nel gruppo di yahoo, o alessandra mandami il contatto per favore!

I libretti di nozze solidali

16 giugno 2008

In tema di stili di vita improntati alla solidarietà e alla sobrietà, io e il mio coinquilino 😉 ci adoperiamo per consigliare gli sposi sulla preparazione della cerimonia in chiesa e ci offriamo di realizzare dei sobri ma CARINISSIMI libretti della messa di nozze (fatti artigianalmente, ossia a casa nostra!), il cui ricavato non entra nelle nostre tasche, non perché siano pienissime (valutiamo di avere ciò che serve ad una vita dignitosa) ma perchè vogliamo con il nostro servizio compiere un gesto di solidarietà con un nostro amico sacerdote missionario in Repubblica Centrafricana che sta costruendo una scuola elementare per un piccolo villaggio vicino alla foresta tropicale.

Potete leggere il tutto qui.

I pannolini lavabili

14 giugno 2008

Vi racconto la mia esperienza personale con i pannolini lavabili. Come ci diciamo spesso con R., l’altra concittadina che li usa -ci siamo incontrate su internet!- , per noi napoletane la “molla” è stata soprattutto l’idea di riuscire, con la forza di una nostra semplice scelta, a togliere, ciascuna, ben 1 tonnellata di rifiuti non biodegradabili dalle strade della nostra amata Napoli…. Ma cominciamo dall’inizio….

Quanti pannolini usa un bambino, dalla nascita allo “spannolinamento” verso i 2 anni e mezzo? qui si fanno i conti, che sintetizziamo: circa 6.570!

Infatti da 0 a 1 anno i “cambi” di ogni bimbo sono circa 2.920 (8 al giorno), da 1 a 2 circa 2.190 (6 al giorno), da 2 a 3 circa 1.460 (4 al giorno, facendo una media tra chi a quell’età lo usa già solo la notte e chi anche di giorno).

E quanto ci costano tutti questi cambi se usiamo i normali “usa e getta”? Dipende certo dalla marca, ma con la marca più usata, che costa 7 euro al pacco (pacco che per le taglie piccole ne contiene 28 e per le taglie grandi solo 20, con un costo medio di circa 0.29 cent al pannolino), moltiplicando per i numeri di cambi che abbiamo calcolato, la spesa si aggira sui 2.000 euro nell’arco dei 3 anni. Con i lavabili si arriva a 500-600 euro in tutto.

Volendo calcolare l’impatto ambientale, alla buona, serve vedere anche il peso: poiché ogni pannolino pieno di sola pipì (figurarsi quando c’è anche “altro”!) pesa tra i 150 e i 250 grammi (giornalieri e notturni), cioè in tutto (1.095 notturni e 5.475 giornalieri) 1.095 Kg… ogni bambino “produce” più di una tonnellata di pannolini. Più di una tonnellata di rifiuti da rimuovere dalle strade delle nostre città e non so voi, ma nella mia stiamo inguaiati già di base!; da smaltire adeguatamente…. Ma come? Questo è un problema anche delle “migliori città” perché oggi non c’è altro metodo se non buttare questi rifiuti, che sono plastiche farcite dei rifiuti organici dei nostri bimbi, nell’indifferenziato. Un pannolino usa e getta infatti non è biodegradabile (ci mette 500 anni).

Infine, ma non certo per ultimo motivo, il pannolino usa e getta non è nemmeno garantito per la salute dei bambini: e, secondo una denuncia di Greenpeace, la corsa al “pannolino più sottile e che tiene più asciutto” ha portato le case produttrici ad introdurre composti nocivi sia in fase di degradazione ambientale (per gli organismi marini), sia per l’uomo. In ultimo, c’è da dire la sensazione del super-asciutto porta i bambini a staccarsi tardi dal pannolino.

La soluzione che abbiamo scelto di provare viene dal passato (si lavano come quelli che indossavano le nostre mamme, e qualcuno di noi) , ma usa l’agio della moderna tecnica (sono “tutto in uno”, niente ciripà dietro al cui “assemblaggio” impazzire) e tecnologia (si lavano in lavatrice senza pretrattare).

Sono i “pannolini lavabili”.

Abbiamo deciso di provarci perché, per i motivi sopraelencati sicuramente “è meglio”.

E’ meglio per l’ambiente (una mamma che sceglie così sta togliendo una tonnellata di rifiuti dalla strada e soprattutto nella nostra martoriata città non è poco), per le nostre tasche (risparmio almeno del 50 %) e per la salute dei nostri bambini.

Restava da capire: “è fattibile”?

Ciò significa che, se illustri personaggi ecologisti come Beppe Grillo ne sponsorizzano a ragion veduta l’uso, non sono certo loro in prima persona a doversi occupare della loro “gestione”. Costoro non sono donne-mamme-lavoratrici, a cui la testa gira a rischio di svitarsi anche senza bisogno di mettersi a lavare un altro tipo di capo!

La vera scelta non è sponsorizzarli, è provarci.

In Italia la scelta di pannolini lavabili presenti negli scaffali dei negozi è limitata ad una sola marca, che non mi ha convinto qualitativamente.

Digitando pannolini lavabili su google si trova una ditta italiana che li importa dall’estero (dove, manco a dirlo, questa scelta è molto più diffusa che da noi). Sul suo sito, grazie anche ad un utilissimo forum, ho capito che esistono fondamentalmente 2 tipi di modelli: uno, l’AIO (All In One, tutto-in-uno), praticissimo e utile per il giorno, e il pocket (o due in uno) cioé un pannolino con tasca interna in cui inserire più di un inserto (ce ne sono di vari tipi, microfibra, canapa di flanella, bamboo, ecc), per la notte. L’effetto drenante (asciutto sulla pelle) è svolto dallo strato di pile comune a tutti questi pannolini. Le taglie possono ridursi a due, XS sotto i 5 kg del bimbo e TU (taglia unica) sopra tale peso. Ovviamente questo passaggio, così come la scelta della marca (Dream Eze, Happy Heinys, Mommy’s Touch, Fuzzy Bunz….) dipende dalla conformazione del pupo, se più “lungo” o “largo”. Ma in questo la titolare, Chiara, mi ha aiutato moltissimo nella scelta, avendoli lei visioanti e provati tutti! Prima ho provato 2-3 esemplari di marche diverse e poi, capito quale si adattava meglio alla conformazione del pupo, ho fatto il “grosso acquisto” (il numero dipende dalla velocità di asciugatura, dal numero di cambi che si prevede e dalla frequenza di lavatrici che si intende avere -io ogni 2 giorni circa-). Il nostro negozio virtuale fa sconti per i grossi quantitativi (fino al 30%) e se ci si organizza anche con altre mamme al momento dell’acquisto, si risparmia parecchio. Mediamente, come ho scritto sopra si spende (non volendo lavarli tutti i giorni) tra i 500 e i 700 euro (contro i 2.000 degli usa e getta).

Quando è arrivato il primo pacco a casa la prima reazione è stata “come sono belli“! non so: la forma, i colori, la sensazione tattile del tessuto invece della plasticaccia. Il secondo pensiero è stato: u marò e mo’ come ci organizziamo?. Essendo un po’ “pioniera”, cioè nessuna mamma napoletana o amica a consigliarmi, ho fatto tentativi e mi sono buttata sui forum in internet dove, dal Nord e Centro Italia, scrivono le cosiddette eco-mamme, esemplari meno rari che qui; centro nord dove i Comuni incentivano l’uso dei pannolini (dando ad es. il corrispettivo economico del mancato smaltimento di quella tonnellata di rifiuti…! Bella idea? Coerente, non vi pare? certo noi quaggiù non ne avremmo proprio bisogno!!).

Ecco la “gestione dei miei pannolini lavabili”.

Li ho messi in bagno riusando come porta pannolini un portaoggetti di cotone con tante tasche (così a vista ho sotto controllo quanti ne restano di puliti) appeso al muro, adeguatamente modificato per l’esigenza.

Una volta sporchi, li accumulo in un bidoncino con acqua e bicarbonato o(non più, puzzavano di più che a secco!) gocce di teatree sul fondo (sempre dalla solita rivenditrice on line), in attesa di lavarli.

Il lavaggio avviene -ogni 2 giorni- direttamente in lavatrice senza pretrattare; 50° ciclo sintetici. Si può lavare semplicemente con poco detersivo (se è detersivo eco è meglio per l’ambiente) magari nella pallina dosatrice nel cestello invece che nella vaschetta, così lava meglio, e niente ammorbidente. Oppure, con niente detersivo e 2 cucchiai di percarbonato di sodio (io lo prendo solo sul web qui o qui e voi??) mentre quello Sonnet è nei supermercati bio ma non l’ho ancora provato) o bicarbonato di sodio (quello da supermercato) nella pallina dosatrice dentro al cestello e 100 ml di aceto o di soluzione al 10% di acido citrico (anche questo lo trovo solo qui) messa nella vaschetta dell’ammorbidente.

L’asciugatura avviene (dopo aver messo la centrifuga al massimo, 900 giri o anche più se ce l’avete!!) sotto un vecchio appendino quelli ad ombrello con le mollettine. Non nascondiamoci dietro un dito, ci vuole un po’ di tempo per vederli asciutti, anche 24 ore. Perciò bisogna averne un buon numero per ammortizzare il tempo di lavaggio+asciugatura. Ma una volta organizzati sotto questo aspetto è ok. Inoltre c’è da dire che io li asciugo in casa al chiuso, ma se avete un balcone al sole tanto di guadagnato!

C’è modo di organizzare anche i week-end, mettendo tutto in una sacca e poi lavando una volta rientrati a casa (già sperimentato!!).

Il bimbo è asciutto (i pannolini raggiungono la reale capacità di assorbimento a partire da 5-6 lavaggi..in realtà a me ne sono serviti 10-12!), certo non è asciuttissimissimo come con gli usa e getta, ma va bene così, lo spannolinerò prima! e niente rossori.

Insomma io ormai non li cambierei più, la bilancia pesa troppo a favore del sì!
Se non portasse sfiga, credo, direi il famoso ” si può fare ” !!!

Voi che ne pensate?

Foto a seguire!!

Ci sono altre napoletane (e non) che vogliono anche loro togliere 1 tonnellata di monnezza, in più risparmiare e pensare alla salute del pupo??? lo sforzo per fare ciò secondo me è minimo!!

Se già sei un’ecomamma campana, ci vogliamo confrontare su prodotti in zona, punti di acquisto e magari creare un gruppo di acquisto ecologico, per facilitare acquisti in internet o avere sconti maggiori?

Se volete contattatemi lasciando un commento qui sotto!

PS: ora provo anche gli assorbenti lavabili per il ciclo, fatti nello stesso materiale, anche se il loro lavaggio mi lascia per ora più perplessa…. vedremo!!

PS2: siccome qui in Campania la collaborazione dei cittadini per costruire un modo più pulito e sano non è (come dovrebbe essere) un obbligo/dovere (incentivato) bensì una scelta di libero arbitrio affidata alla buona volontà dei singoli e CIVILI napoletani (e senza incentivo alcuno), vale secondo me il principio che le cose crescono piano piano dal basso, proprio così come… “dicette ‘o pappece ‘nfaccia a’ noce: damme ‘o tiempo ca te spurtoso”. (traduco: “Disse il verme alla noce dammi il tempo che arriverò dove dico io”)!!!

Ciao mondo!!

14 giugno 2008

Sono Laura.

Questo è il mio blog.