Archive for ottobre 2008

torta della mia stellina

31 ottobre 2008

ecco la torta di Musa che Fiorella ha fatto per la festa di 4 anni della mia stellina.

E per di più era anche buonissima!

Brava!

Lettera a una studentessa

31 ottobre 2008

di Nichi Vendola.

Qui.

Bellissima.

***

“Non hai un solo nome, sei un soggetto plurimo, sei una moltitudine, sei maschile e femminile. Eppure voglio scriverti pensandoti come un singolo, anzi come una singola. Si, come una studentessa: e non certo per pelosa galanteria, ma perché la “cosa” che incarni è così poco militarizzata e gerarchizzata che mi offre una declinazione al “femminile” dei pensieri che mi ispiri. E dunque, cara studentessa anti-Gelmini: ti spio, ti annuso, provo a decifrare il tuo lessico, cerco di indovinare i tuoi gusti e le tue passioni. Hai la faccia anche della mia piccola Ida, che è andata al suo battesimo con la piazza con la serietà con cui ci si presenta ad un esame scolastico. Il suo primo corteo. Mi sono imposto, per una questione di igiene politica, di non fare paragoni (il 68, il 77, l’85, la pantera): quei paragoni che dicono molto della nostra vecchiezza e poco della giovinezza di chi compone le forme nuove della ribellione al potere. Ho cercato di non sovrapporre la mia epopea, la mia biografia, la mia ideologia, al corpo sociale che tu rappresenti, al processo culturale che tu costruisci, alla radicale contraddizione che tu fai esplodere con la fantasia e il sarcasmo dei tuoi codici comunicativi e della tua contro-informazione. Tu sei, seppure ancora appesa a più fili di adolescenza, una domanda matura e irriducibile di democrazia: e hai capito che per non essere ridotta alla volgarità del tele-voto e della pubblicità, la democrazia non può che vivere e rigenerarsi nel rapporto con le culture, nella socializzazione dei saperi critici, nella ri-tessitura quotidiana delle reti di incivilimento e dei nodi di convivialità. La scuola è il fondamento di ogni democrazia. Lo è quando insegna ai bimbi delle elementari l’elementare rispetto per ogni essere umano: precetto che forse evaporerebbe in qualche istituto scolastico di rito padano. Lo è quando riannoda i fazzoletti della memoria storica e tramanda narrazioni, saperi e valori. Lo è anche quando la scuola fuoriesce da sé, straripa nel conflitto politico-sociale, invade la piazza, trasferisce la cattedra sul marciapiede, proietta le proprie attitudini pedagogiche sui territori, rompe la separatezza dei suoi microcosmi e investe con domande di senso l’intera società. Dimmi che scuola hai e ti dirò che società sei. C’è chi immagina, anzi c’è chi vuole apparati della formazione che preparino alla precarietà esistenziale e produttiva: e dunque servono scuole e università dequalificate. Le classi dirigenti (forse è più appropriato dire “classi dominanti”) si riproducono invece per partenogenesi, ben protette in quei laboratori della clonazione sociale che sono scuole e università private. Cara studentessa, queste cose tu le hai scoperte con semplicità, le hai spiegate alla tua famiglia, le hai narrate con compostezza nelle assemblee, hai rivendicato la tua centralità (la centralità della pubblica istruzione) contro chi “cogliendo l’attimo” dell’egemonia berlusconiana voleva e vuole di colpo annullare un secolo di battaglia delle idee, di esperienze gigantesche di riorganizzazione sociale e scolastica: hai ben compreso che la Gelmini non è folclore, ma è il punto più insidioso dell’offensiva della destra, è una sorta di don Lorenzo Milani rovesciato, è l’apologia di un “piccolo mondo antico” abitato da voti in condotta e grembiulini monocromatici dietro la cui scenografia ottocentesca si muove la modernità barbarica del mercato: che non ha bisogna di individui colti, e liberi perché padroni delle conoscenze, ma ha bisogno di piccole libertà in forma di merce per individui ammaestrati alla competizione e diseducati alla cooperazione. Carissima studentessa, la lezione più importante che ho appreso studiando le vicende del secolo in cui sono nato è che l’obbedienza non è una virtù assoluta. Se è ossequio ad un potere cieco, ad un codice violento, ad un paradigma di morte, allora bisogna ribellarsi, allora bisogna scegliere le virtù civiche della disobbedienza. Non si può obbedire alla politica del cinismo affaristico e classista. Al contrario, dobbiamo cercare la politica che ci aiuta ad essere la forza ostetrica che fa nascere il futuro. Volevo ringraziarti perché, spiandoti e annusandoti, non ho pensato: questa qui è dalla mia parte. Ho pensato che la mia parte (stavo per dire il mio partito) è nello spazio riempito dai tuoi gesti, dalle tue parole, dalla forza inaudita di tutte le tue libertà.”

matrimonio con caduta in piscina

27 ottobre 2008

ridiamoci su…

an invite to international press: Italian situation

26 ottobre 2008

chi mi aiuta a sapere come spedire a tutti i giornali stranieri e al Parlamento Europeo il seguente testo (che non ho scritto ma che condivido)?

E’ IMPORTANTE!

PS: se ci sono errori, segnalatelo, please!

(SEGUE VERSIONE CORRETTA IN BASE AL COMMENTO DI MELANIE SEGAL)

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An invitation to the international press to keep an eye on the Italian situation.

Francesco Cossiga (former president of the Italian Republic, Prime Minister and Home Secretary, and now senator for life) on October 23, in an interview with the “Quotidiano Nazionale” (Il Giorno/Il Resto del Carlino/La Nazione), declared:
“Maroni [the current Home Secretary] should do what I did when I was Home Secretary.
First, leave protesting high-school students alone, because just think what would happen if a young boy was killed or seriously injured…
Let university students continue to protest. Withdraw the police from the streets and universities, infiltrate the movement with agents provocateurs ready to do anything, and let the demonstrators devastate shops, set fire to cars and put cities to fire and sword for ten days or so.
Then, with public opinion on your side, the sound of ambulance sirens will exceed those of the police and the carabinieri. In the sense that the police should not show any mercy to them and send them all to hospital. Arresting them is useless because judges would release them very quickly, but we should beat them up as well as the teachers who are stirring them up.
Teachers above all. Not the older ones, of course, but the young female primary school teachers…this is the democratic recipe: putting out the flame before the fire spreads”.
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf

After nationwide student protests against proposed government education cuts, the Italian Prime Minister, Silvio Berlusconi, organized a press conference last Wednesday to say:
“Let me speak clearly: we will not allow schools and universities to be occupied. Today I will summon Home Secretary Maroni to consider police intervention.
Minister of Education, Gelmini, is excellent. We will not withdraw the legislative decree. Left wing leaders are liars”.
Later he complained about the presence of violent people in the student movements, which, as the international press can verify, is in fact peaceful.

Some newspapers which support the current government (like “Il Giornale”, whose owner is Berlusconi’s brother) are fomenting a daily campaign against teachers and protesting students, and “Libero”, another Berlusconi supporting newspaper, even suggested clubbing demonstrators on their asses (“parti molli”, i.e. soft parts of the body).

In Italy the situation of teachers is extremely worrying.
They are underpaid and often held in poor esteem by families and children, who instead are attracted by TV personalities, football players and rich entrepreneurs (their honesty doesn’t matter). These models have been spread, above all over recent years, by the current Premier.
In particular “PRECARI” teachers (temporary teachers on short-term contracts) who often carry out their mission with great enthusiasm and love, are kept in a dramatic situation.
Despite all having degrees, teaching qualifications and sometimes also master degrees for public authority employment, they are hired every year in September and sacked when the school year ends. Then they just have to hope to be hired again the following year.
There are also many teachers in this situation of limbo who are no longer young and who have also been subjected to this treatment for over 25 years!
Cuts in tens of thousands jobs in the school, which in Italy receives much less investment than other developed countries, will mainly hit these teachers, who have no have no
contractual rights.

We ask you to look into the Italian situation where there is not a real free press because Premier Berlusconi, directly or indirectly, controls most TV channels and a large number of newspapers.

A group of worried teachers.

Link to list of signatures
http://www.worriedteachers.com/sign/list/worriedteachers

Se l’istruzione è un costo, provate l’ignoranza

26 ottobre 2008

Non sono parole della sinistra italiana (magari ne avessimo di scrittori di sinistra di questo calibro… magari non ci troveremmo nello sfascio attuale!!).

Sono le parole di Derek Bok, presidente emerito dell’Università di Harvard. “If you think education is expensive, try ignorance”.

“Se l’istruzione è un costo, provate l’ignoranza”

Parole che, da uno striscione, spegano bene la più incontrovertibile delle verità obiettabili alla riforma (ricordiamo riforma non proposta ma imposta) di università e scuola. Franco Labella propone che questo diventi lo slogan della protesta. Il piano D.L.137 e 133 -detto da qualcuno “Gel-monti” (perché è solo una manovra economica travestita da piano pedagogico)- programmaticamente si propone di distruggere scuola e università pubbliche, cioé il futuro di ogni Paese, in nome di tagli economici truccati da innovazioni didattiche. Sprechi ce ne sono stati e vanno razionalizzati (cominciamo però dalle spese per i ministri?? non lo dico per facile demagogia, ma sarebbe bello dare il buon esempio!), ma davvero non si deve giocare al risparmio quando è in causa la pelle dei nostri figli, della loro istruzione e della loro salute.

“Si al tempo pieno, si al modulo, si all’innalzamento dell’obbligo, si a riforme delle superiori, si a considerare istruzione e formazione non un costo ma un investimento che non significhino semplicemente riduzione del tempo scuola”. Franco Labella ricorda che questi sono i Si della protesta, che solo la propaganda governativa vuole far passare per soli no.

La situazione è paradossalmente semplice tanto da essere davvero banale: non si può economizzare sul futuro di un Paese (che già investe ORA solo l’1% del PIL sulla ricerca ed è quindi al di sotto degli altri Paesi).

Labella fa una proposta che ritengo giusta ed interessante: “Scriviamo una breve lettera ai genitori dei nostri alunni. Spieghiamo loro perchè facciamo un sacrificio grosso in termini economici (aderendo allo sciopero), spieghiamo perchè magari anche colleghi che in genere non scioperano, stavolta lo faranno convinti. Non dobbiamo scrivere un saggio sulla politica scolastica. Dobbiamo usare la nostra capacità di essere essenziali e diretti, spiegare le cose con termini semplici e riferimenti essenziali, non raccontando panzane ma indicando fonti documentali semplici ma che possano far capire che oggi chi racconta barzellette sulla scuola non siamo noi”.

Resta solo scriverla.

ecopanza polinesiana, news

24 ottobre 2008

Da Raiatea (beataallei!!), Manuela, pieno ottavo mese e piena vita in barca a vela, aggiorna il suo diario di bordo on line, facendoci vedere le foto di Bora Bora sullo sfondo di un mare cristallino e le foto del suo pancione dipinto da pallone.

Racconta anche entusiasticamente la sua scoperta delle ecomamme attraverso il mio blog e il movimento intercontinentale di pannolini lavabili, fasce portabebé e sistema EC che ne è scaturito! che bello sono servita a mettere in contatto tanta gente urrà ora mi sento un po’ utile!

siti di opinione sulla riforma Gelmini

24 ottobre 2008

qui ci sono blog e siti contro la riforma gelmini

qui c’è il sito di sostegno alla gelmini (io però ho mandato un messaggio ma non me l’hanno pubblicato, eppure ero stata educata!….. :-((( )

come sono politicamente corretta!!!!

succede di dimenticarsi di prendere il pupo

24 ottobre 2008

se non me lo avessero raccontato prima che succedesse a me ieri, mi sarei sentita una mamma degenere.

Ieri, quando mi sono resa conto che avevo sin dalla mattina pianificato la giornata (accompagnamento bimbi-andare a lavoro-tornare da lavoro- prendere la primogenita a scuola-accompagnarla a danza-andare dal commercialista-andare dal dentista) dimenticando la voce “prendere cucciolo a scuola”, mi sono sentita solo avvilita e depressa, ma almeno non terribilmente in colpa.

Meno male che mi avevano avvisato.

PS: ora cucciolo è tornato a casa, meno male che al nido hanno avuto una tolleranza di oltre 1 ora e mezza di ritardo.

PS: sì avete letto bene, “danza”: perché il primo uomo di mia figlia, il bel karatekid, l’ha già tradita, spostando l’orario della lezione e di fatto rendendocela impossibile. Lei continua a chiedermi ogni volta se andiamo dal maestro o dalla maestra.

ecomamme in TV

21 ottobre 2008

avete visto le “ecomamme” su la 7? io non me lo sono perso , grazie all’sms della mia amica Raffaella.

Potete recuperare qui.

E mandare a fanc. il papà presente, l’unico che avrei strozzato. Non ho capito perché a propostio di pannolini lavabili non si è detto subito che “fanno bene alla salute del bimbo”, dando così l’agio a quel xxx di “ecopapà moderato” (come si definiva) di dire che lui ha provato i pannolini naturali e “subito il popò si è arrossato” e quindi lui tra l’inquinamento e il popò del figlio sceglie il popò del bimbo…!! come stravolgere la verità. Lui nemmeno sa dove compra i prodotti che mangia (“se ne occupa mia moglie”…)

Lettura pubblica di Saviano

21 ottobre 2008

da: http://leggosaviano.wordpress.com/

Dopo quella romana, la lettura di Gomorra si terrà anche a Napoli (ma 4 e non 10 ore!) :

Venerdì 24 ottobre, dalle 16 alle 20,

al Pan  Palazzo delle Arti (via dei Mille 60, Napoli).

Le persone che animano  Napoli Punto a Capo e Decidiamo Insieme dopo un incontro con Claudio Velardi, hanno convocato l’incontro, con il supporto tecnico delle istituzioni.

L’inziativa vuole anche esser uno stimolo allo sviluppo, a catena, di altre iniziative simili, promosse più direttamente da associazioni, gruppi e anche singoli cittadini impegnati nella lotta alla camorra e radicati effettivamente nei quartieri di Napoli, periferici o centrali, e in altri pezzi dell’area metropolitana.