Procida, latte di mamma

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lettera di Micol Del Castillo sulla giornata mondiale dell’allattamento

giornata mondiale dell'allattamento, Procida (Napoli), 11 ottobre 2008

giornata mondiale dell'allattamento 2008, Procida (Napoli)

Ciao a tutte e tutti,
lettera di ringraziamento e di resoconto della giornata di ieri.A ciucciare insieme alle 11 eravamo in sei.Ma si è capito da subito che lo spirito della mattinata era stato colto e, se il numero che avremmo raggiunto, per aggiungerci alle altre mamme del mondo, era importante, tutto il resto lo è stato molto di più.
Voglio iniziare da lei,Maria Grazia, e le altre donne della piazza che appena hanno saputo della nostra idea si sono allertate.Non sanno quello che prescrive l’OMS, non hanno mai sentito mai parlare di ‘prima ferita’ e forse se stessimo lì a spiegargli i nostri discorsi ci guarderebbero anche un po’ storto..Maria Grazia ha solo fatto un sorriso solare quando Vanessa le ha proposto di partecipare, commentando ‘Marò! sì!Come è bello allattare…io li ho allattati tutti i figli miei e se ci penso…’Lacrimuccia di commozione.
Siccome sapevamo che non saremmo state molte abbiamo scelto questa location panoramica e turistica per far sì che comunque la festa non mancasse.In fondo si trattava di attirare attenzione e celebrare.E poi, anche se la settimana mondiale dell’allattamento formalmente finiva il 7,abbiamo deciso di coniugare le due cose dando spazio anche al tema del sostegno alle mamme.E questo in realtà ci è venuto in mente dopo l’entrata in scena di M.Grazia…Lei e le altre donne della piazza hanno messo un gazebo (perchè ci stanno le criature, che le volete fare stare al sole?) ci hanno preparato le torte, gonfiato i palloncini, portato sedie e bottiglie d’acqua…erano orgogliose che fosse stata scelta la loro piazza e mi sarebbe veramente piaciuto che dalla terraferma fosse arrivata qualche altra mamma oltre me.M.Grazia era lì come una vedetta che sbirciava la strada e ci aggiornava sbracciandosi e gridando emozionata…’ne arriva un’altra!’, ‘Arrivano i gemelli’…e poi mentalmente ripassava l’elenco dei nuovi nati e andava in giro chiedendo ‘Ma Tizia l’hai chiamata?ma facciamo ancora in tempo..’.Quando siamo andate via io e Vanessa, le ultime, la piazza era già stata magicamente pulita.E quando l’abbiamo ringraziata, si è fatta una risata e ha detto’IO? Grazie a voi!noi siamo sempre qui!’
E invece grazie.
Grazie alle mamme che alle 11 hanno allattato.
Grazie a quelle che allattano alle tre, alle sei , a mezzanotte…sempre e dovunque…
Grazie a tutte le mamme e i bimbi che, anche se non allattanti /allattati, sono venuti a giocare con noi in piazza.
Grazie al papà che, siccome la mamma era stata convocata a scuola, ha portato la bimba e si è detto disponibile a farsi contare per interposta persona.
Grazie a Samuele che aveva 38.7 di febbre e ha dispensato sorrisi a tutti, tra una ciucciata e l’altra.
Grazie alle mamme che non sono potute venire ma che, lo so, alle 11 erano ad allattare sul divano di casa.
Grazie a tutti quelli che hanno ospitato la notizia sul loro blog e che in vario modo ci hanno aiutato a fare passaparola.
Grazie a Domenico Ambrosino che in poche parole ha detto cose precisissime  e forti…
Grazie a Vanessa, che il caso ha messo sulla mia strada,ed è diventata una compagna di viaggio preziosissima.
Grazie a tutte e tutti quelli che fanno qualcosa per le mamme che allattano.
E grazie a quelli che, se anche non fanno niente, meglio niente che dire…ma come ancora allatti?No il tuo latte è acqua…e tante stupidaggini simili.

Alla prossima sfida.
Micòl

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10 Risposte to “Procida, latte di mamma”

  1. Micòl Says:

    bè siamo veramente belle!come tutte le mamme!guardatevi quelle del resto del mondo…il sito è in continuo aggiornamento perchè non sono giunti ancora tutti i risultati…

    http://picasaweb.google.com/babyfriendly05/BreastfeedingChallenge2008?authkey=JU3Zqh_m0pg#

    grazie Laura per la partecipazione

  2. giusi Says:

    cara micol, ho cercato il tuo nome su internet e ti ho trovato.oggi ho chiamato tua nonna agata.mi ha raccontato di avervi incontrato a casa dei tuoi genitori, che arturo e’ sempre bello e che parla.chiedo sempre di te alla zia agatina e sono contenta di sapere che ei contenta e stai bene. i miei cuccioli, ale e andrea, stanno bene e adesso che mi fanno dormire la notte anch’io sto bene. un’ abbraccio forte da tua cugina giusi

  3. minchiapunk Says:

    non capisco. letteratura sul punto?

  4. laura Says:

    caro m. sono io che non capisco il senso della domanda. Micol ti ha indicato un link. Se vuoi parti da lì per la letteratura che cerchi.

  5. minchiapunk Says:

    cara Laura, perdona la mai sopita adolescenza e immaturità tipica dei molti uomini riflessa nei nomi come nei gusti musicali. sbaglierò ma il link porta a delle foto e – prima di addentrarmi in una ricerca sui siti che si occupano del breastfeeding – mi interessava risparmiare il tempo ricevendo indicazioni più dirette sulla letteratura scientifica che appoggia questa pratica avendo ricevuto in passato indicazioni in senso opposto.
    cordialità,
    m.

    • laura Says:

      forse puoi cominciare da qui: http://www.lllitalia.org/ anche se Micol potrebbe dirti di più (Micol dove sei??? forse stai già partorendo la secondogenita???). Il concetto è semplice: l’allattamento al seno, come ammesso da tutti i pediatri, è la cosa migliore per i bambini e va sostenuta e incoraggiata in ogni modo, chiaramente tenendo presente le esigenze e le condizioni della mamma. Io sono felice di aver potuto allattare i miei figli 8-9 mesi ciascuno e i motivi per cui ho smesso sono vari ma è stata una scelta consapevole del fatto che ho fatto quanto ho potuto. Non vedo chi abbia potuto darti “indicazioni in senso opposto”! e in che senso? meglio l’allattamento artificale? questo ormai nessuno si sogna di dirlo! alcune sostanze (nutritive e immunizzanti) presenti nel latte naturale non è stato possibile imitarle con le sintesi chimiche per cui esso resta insistituibile.

  6. Micòl Says:

    ciao minchiapunk, la mai sopita adolescenza fa simpatia se resta confinata nella scelta di un nick e se non è quella del tuo compagno!Visto il tema che trattiamo mi verrebbe da chiederti ‘ma sei stato allattato abbastanza?’.Parlando di letteratura posso suggerirti le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della sanità che indica di allattare esclusivamente per 6 mesi e di proseguire almeno fino ai due anni.Qui ci sono alcuni studi :

    http://www.who.int/nutrition/publications/infantfeeding/9241562110/en/index.html

    http://www.who.int/nutrition/publications/infantfeeding/WHO_NHD_01.09/en/index.html

    http://www.who.int/nutrition/publications/infantfeeding/WHO_NHD_01.08/en/index.html

    Non conosco degli sutdi del genere ‘allattare è meglio’ sarebbero troppo vasti e generici credo.Si tratta sempre di studi specifici tipo ‘il bimbo allattato ha meno allergie’ o ‘la mamma che allatta ha meno probabilità di tumore’; quindi bisognerebbe vedere a te che aspetto interessa.C’è però un documento che, elencando alcuni vantaggi, riporta per ciascuno un riferimento bibliografico; potrebbe essere uno spunto di inizio:

    http://www.promom.org/101/

    L’esistenza di azioni specifiche dell’Unicef a sostegno dell’allattamento pure dovrebbe indurre a pensare.

    Ma vorrei condividere con te una riflessione del pediatra C.Gonzales.

    “Forse noi medici dovremmo toglierci un po’ dalla testa quest’idea che l’allattamento materno sia uno strumento di salute. Non è uno strumento, è un fine in se stesso. E’ come se ci mettessimo a discutere se sia meglio camminare o andare su una sedia a rotelle. La gente che sta sulla sedia a rotelle ha più rischi di debolezza muscolare, o di essere investita per strada…no, non diciamo: voglio camminare per evitare questi rischi, diciamo voglio camminare perché è meglio, perché è parte della mia vita, perché mi piace, perché è normale, perché solo se una malattia grave mi impedisse di camminare allora andrei sulla sedia a rotelle. Nessuno lo farebbe di propria volontà. L’allattamento è la stessa cosa. Non si dà il seno perché il bimbo abbia meno infezioni, o meno diarrea, diamo il seno perché è di questo che si tratta, perché è parte della tua vita, della vita di tuo figlio e perché non c’è motivo per rinunciarvi se non per una grave malattia.”

  7. Micòl Says:

    Dimenticavo… (fermatemi o scrivo pagine e pagine). una raccolta di letteratura scientifica, con possibilità di scegliere il campo (meno allergie, sonno più sereno o che vuoi tu) è sul
    http://www.internationalbreastfeedingjournal.com/

    Altre due spunti al volo.
    Parte della letteratura (e delle conseguenti azioni intraprese da governi ed enti) è sotto la categoria ‘diritti umani’; cioè l’accesso all’allattamento al seno e il sostegno correlato è visto come uno dei diritti fondamentali dell’infanzia:

    http://www.mami.org/Docs/materiale_MAMI/bflegis.pdf

    Quando pensiamo alla tetta conto il biberon non pensiamo solo al nostro mondo ricco sicuro alimentato e sterilizzato.Ricordiamoci che esistono milioni di bambini per cui poter ciucciare la tetta e non essere fregati con una formula artificiale, annacquata con acqua infetta, priva delle componenti immunitarie del latte materno,squilibrata nella composizione, significa sopravvivere o morire.
    Conoscevo un minchiapunk che non avrebbe mai avuto la sensibilità di sostenere la sua donna ad allattare ma che avrebbe studiato tanto e fatto battaglie su battaglie per concedere questo diritto alle donne dei paesi poveri….se ti informi e hai una donna accanto pensa prima a lei per favore.

    E con ciò saluto e riverisco ma resto a disposizione…

  8. Micòl Says:

    Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino
    che prevenisse un milione o più di
    morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto
    poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca,
    e non richiedesse la catena del freddo,
    diventerebbe immediatamente un
    imperativo di salute pubblica.
    L’allattamento al seno può farequesto ed altro,
    ma richiede una sua “catena calda” di sostegno
    – cioè assistenza competente alle madri perché
    possano avere fiducia in se stesse e per mostrare
    loro cosa fare – e protezione da pratiche dannose.
    Se questa catena calda si è persa nella nostra
    cultura, o ha dei difetti, è giunto il momento
    di farla funzionare”
    (A warm chain for breastfeeding, Lancet, 1994)

  9. minchiapunk Says:

    credo che tornerò a dire qualcosa. ma prima devo sfogliare i numerosi link.
    mi pare di notare, inatnto, che entrambe le citazioni siano di pediatri, quindi di maschi.

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