Se l’istruzione è un costo, provate l’ignoranza

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Non sono parole della sinistra italiana (magari ne avessimo di scrittori di sinistra di questo calibro… magari non ci troveremmo nello sfascio attuale!!).

Sono le parole di Derek Bok, presidente emerito dell’Università di Harvard. “If you think education is expensive, try ignorance”.

“Se l’istruzione è un costo, provate l’ignoranza”

Parole che, da uno striscione, spegano bene la più incontrovertibile delle verità obiettabili alla riforma (ricordiamo riforma non proposta ma imposta) di università e scuola. Franco Labella propone che questo diventi lo slogan della protesta. Il piano D.L.137 e 133 -detto da qualcuno “Gel-monti” (perché è solo una manovra economica travestita da piano pedagogico)- programmaticamente si propone di distruggere scuola e università pubbliche, cioé il futuro di ogni Paese, in nome di tagli economici truccati da innovazioni didattiche. Sprechi ce ne sono stati e vanno razionalizzati (cominciamo però dalle spese per i ministri?? non lo dico per facile demagogia, ma sarebbe bello dare il buon esempio!), ma davvero non si deve giocare al risparmio quando è in causa la pelle dei nostri figli, della loro istruzione e della loro salute.

“Si al tempo pieno, si al modulo, si all’innalzamento dell’obbligo, si a riforme delle superiori, si a considerare istruzione e formazione non un costo ma un investimento che non significhino semplicemente riduzione del tempo scuola”. Franco Labella ricorda che questi sono i Si della protesta, che solo la propaganda governativa vuole far passare per soli no.

La situazione è paradossalmente semplice tanto da essere davvero banale: non si può economizzare sul futuro di un Paese (che già investe ORA solo l’1% del PIL sulla ricerca ed è quindi al di sotto degli altri Paesi).

Labella fa una proposta che ritengo giusta ed interessante: “Scriviamo una breve lettera ai genitori dei nostri alunni. Spieghiamo loro perchè facciamo un sacrificio grosso in termini economici (aderendo allo sciopero), spieghiamo perchè magari anche colleghi che in genere non scioperano, stavolta lo faranno convinti. Non dobbiamo scrivere un saggio sulla politica scolastica. Dobbiamo usare la nostra capacità di essere essenziali e diretti, spiegare le cose con termini semplici e riferimenti essenziali, non raccontando panzane ma indicando fonti documentali semplici ma che possano far capire che oggi chi racconta barzellette sulla scuola non siamo noi”.

Resta solo scriverla.

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4 Risposte to “Se l’istruzione è un costo, provate l’ignoranza”

  1. Laura Says:

    altro slogan, in diretta dall’ “onda” Università, non e’ stato riportato da nessuna delle TV (forse censurato?)
    “BERLUSCONI, ABBASSA LA CRESTA
    E’ GRAZIE ALLA RICERCA
    CHE HAI I CAPELLI IN TESTA”

  2. Laura Says:

    non ho scritto la lettera, ma ho spiegato a voce ai ragazzi chiedendo loro di riportare alle famiglie e cercando di essere semplice e chiara

  3. Fabiana Says:

    Buonasera. Vorrei sapere se Franco Labella fa il professore nell’istituto magistrale Villari. Se si è il mio professore. Lo ammiro molto, ma dopo questo se fosse lui lo ammirerei ancora di più per aver avuto le palle di scendere in piazza 😉

    • laura Says:

      non saprei… ho trovato il testo in rete!! prova a chiederlo a lui… 😉 ah per la cronaca: alla fine credo che la lettera non sia stata scritta, comunque io il giorno prima della mia adesione allo sciopero ho spiegato i nostri perchè agli alunni, con preghiera di riferirli ai genitori… chissà se loro l’hanno fatto!!!

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