Archive for dicembre 2008

idee chiare da scorpioncina

29 dicembre 2008

1

“Mamma quando mi sposo io vivo in questa casa e tu te ne devi andare”

“Grazie. E dove?”

“A casa dei nonni, perchè io divento una mamma e questa è la casa delle mamme”

2

“Mamma, quando ho un figlio, tu ti devi occupare di lui”

“certo, che devo fare?”

“cucinare, dare la pappa, giocare…”

“amò, e tu che fai, non fai niente?”

breve pausa

“io devo lavorare”

4 anni.

tazzine 3

28 dicembre 2008

Belle di mamma vostra!!

tazzineeeeeeeee

BENVENUTE!!

mamma da legare

28 dicembre 2008

per chiudere la giornata ancora più sul positivo, incollo qui il benvenuto del sito noimamme.it:

***

Se ti è cambiata la geometria del corpo, le tette tendono al basso e i capelli all’alto;
Se annusi un pannolone pieno di cacca stile cane da trifola come fosse tartufo;
Se non vedi un telegiornale da anni e ti intriga Robbie Rancido;
Se l’ultimo libro che hai letto è il manuale d’istruzioni dello scaldabiberon;
Se incontri quella che: “i dolori del parto si dimenticano”
Se usi le salviettine pampers per struccarti;
Se chiami tuo marito papà e lui ti chiama mamma;
Se credi che educare sia ex-ducere ma di fatto tronchi la seconda e sembri er-Duce;
Se ti sei armata di pazienza ma in certi momenti vorresti essere armata e basta;
Se il tuo livello di voce si è stanziato sui 90 decibel e nemmeno in chiesa si abbassa;
Se ti svegli al mattino e programmi la giornata calcolando le varianti: traffico, pappa, cacca, nonni, cambio, e virus gastrointestinale;
Se un salto al supermercato DA SOLA è diventato fonte di svago;
Se hai detto addio definitivamente alla macchina pulita e senza briciole;
Se ti trucchi solo al semaforo e se è verde rimani struccata;
Se l’ unico sport che pratichi è lo slalom fra bambolotti e macchinine;
Se hai partorito un anno fa, ma la gente che ti incontra ti chiede quando deve nascere;
Se stai maturando tempi lunghissimi e maschili per una cacata, pur di stare sola per 10 minuti chiusa nel cesso;
Se hai solo amiche con figli e le single ti paiono alieni di un’altra generazione;
Se hai affinato l’udito, ridotto il senso dell’ordine e azzerato il sex appeal;
Se parli di co-sleeping, baby blues, imprinting, terrible two e non conosci altra parola in inglese, nemmeno hallo;
Se ti incazzi per chi parcheggia sulle strisce, per chi dice parolacce in pubblico, e fa il furbo alla cassa e non avevi mai notato tanta maleducazione;
Se frequenti solo siti che parlano di mamme, gravidanze, svezzamenti e pannoloni e sei approdata qui:

SEI ANCHE TU UNA MAMMA DA LEGARE!

invece

28 dicembre 2008

ci sono sere in cui è impossibile comunicare.

Meglio andare a dormire.

Natale 2000 (+8)

26 dicembre 2008

Otto anni fa, io e marito ci siamo rincontrati. Come nel Medioevo, è successo all’uscita della messa. Per di più la messa di Natale, di mezzanotte. La mezzanotte dell’anno 2000. [PS: dove ero andata incavolata col mondo perché ero tornata da 1 mese e mezzo di stage a Parigi, casa con 5 amiche al Trocadéro, e mammà già rompicchiava…]. Io durante la messa l’avevo visto e quindi mi affrettavo a scappare come avrebbe fatto qualunque ragazza. Non perché lui era il mio ex, che io avevo impietosamente lasciato 7 anni prima in occasione del mio Erasmus in Francia. Ma perché il giorno prima mi era spuntato un orrendo calazio sull’occhio che mi rendeva inguardabile. E, si sa, davanti agli ex, lasciati o lascianti, bisogna sempre essere strafighe. Quindi io scappavo, aggrappandomi alla speranza di non essere stata individuata. Quando sento cingermi le spalle in un abbraccio e la sua voce profonda: “Si può almeno salutare?”. La storia successiva, l’aver accettato io di essere riaccompagnata a casa da lui, poi aver detto di sì alla proposta di caffé sul lungomare, la lunga chiacchierata, lo scoprirci così cambiati e per di più entrambi single, quel ritornare insieme dopo 4 giorni, e decidere di sposarci dopo 2 anni, bé tutto questo è stato spesso da noi analizzato anche alla luce di quell’ “almeno”. Un avverbio che doveva mettermi in guardia su quello che stava per accadermi e invece mi ha forse incuriosito per la sua polisemìa (i dizionari lo spiegano: “se non altro”, ma anche “come minimo”). E io che ho sempre amato il brivido dell’imprevisto, ho raccolto il guanto di quella sfida. Ed ora, 8 anni dopo, lo racconto qui sopra per dire a marito, che, tra l’altro, oggi come allora, c’è batticuore. Ed è solo questo che conta.

Ti amo.

finestre 4, tazzine 2 e…

21 dicembre 2008

Non l’ho raccontato esplicitamente in “finestre 3“, ma dopo avere incrociato i dati della descrizione fattaci delle tazzine di babbonatalesuocera (“tazzine multicolore”) con le uniche tazzine multicolore presenti in negozio (decoro con casette color pastello multicolore), eravamo giunti alla deduzione che il “pacco” poteva contenere solo il decoro casette. Perciò, in perfetta buona fede ed in vena di buonismonatalizio, telefono a mia suocera ringraziando calorosamente per le tazzine con le casette, molto carine, che avevamo visto in negozio. Come? Non sono le casette??? e cosa? animaletti (mi illudo un attimo)? no, non mi piacevano AFFATTO. Ah. E cosa allora? Pere, decoro bicolore giallo e blu. Assolutamente discordanti da qualsiasi frammento della descrizione fattaci. Per cui attimo di silenzio. Poi: ah sì le ho viste, carine anche quelle (…). No, no, assolutamente, voglio che andiate a prendervi le casette, visto che vi piacciono di più. Ma no, ma figurati, vanno benissimo le pere (tra un po’ me la faccio io una pera e poi vediamo!)… No, assolutamente, domani ve le porto e le cambiate.

Sto camminando di ritorno dal negozio. Ho nella busta le mie tazzine, cambiate. Voi lo sapete, non ce la potevo fare. Ho preso gli animaletti. Non so che scusa inventerò, erano finite tutte le casette e tutto sommato gli animali mi piacevano uguale. Boh. E qui arriviamo a “finestre 4”. Mentre osserviamo quanto la crisi non investa la migliore strada di Napoli, con file chilometriche davanti ai vari negozi di griffe, incrociamo il “masto delle finestre”. Tralascioil mio attuale stato d’animo derivante dal fatto che per ora tutti gli infissi sono stati montati come voleva il falegname, in attesa che venga a sostituirci la parte relativa al compromesso, dopo la Befana. Ma è lì, su quel marciapiede, che mio marito mi rinfresca la memoria sui dubbi che mi vengono ogni tanto (genere “ma dove me lo sono preso sto marito, mi è uscito dall’uovo di pasqua pezzotto??”). Il masto delle finestre è vestito tutto sciccoso, e noi sembriamo al confronto i suoi operai. Marito commenta: “Ah, salve, come va? ah bè, ecco chi può spendere in questi negozi…” (allusione alla file davanti a negozi miliardari). Mio sorrisetto di circostanza. Chiarisce: “…chi si è fatto bei soldi ultimamente”. O qualcosa di simile (in famiglia si discute tuttora per risalire alla frase esatta, ma vi assicuro che il senso è quello). Da farmi diventare di tutti i colori: “Bé è stato un piacere, buon natale, arrivederci” e scappo via.

Ciononostante il sorriso sulle labbra è stampato fisso, col pensiero agli animaletti che si affollano nella mia busta.

Ignara del fatto che, a casa, mi aspetta… “colf 1“.

Solstizio d’inverno a lume di candela

20 dicembre 2008

“Candle night” è l’evento che ci invita ad essere più sereni ed ecologici allo stesso tempo. Anche la mia famiglia il 21 dicembre sarà a lume di candela per due ore (20-22) (…e sai che zoo!!) per aderire all’appello lanciato oggi anche in Italia. Potete approfondirla anche su questo sito in inglese.

“Due ore con la ‘spina staccata’, per prenderci una pausa dalle corse pre-natalizie e dallo stress quotidiano, cenando o leggendo un buon libro a lume di candela: domenica e’ la data fissata per la ‘Candle night’, la serata per l’ambiente e per il risparmio energetico, nella quale i cittadini di tutto il mondo sono invitati a spegnere le luci dalle 20 alle 22. ‘Candle night’, spiega in un comunicato Epson Italia che si occupa dell’iniziativa internazionale per il nostro Paese, e”’un’iniziativa di protesta diventata un movimento per la serenita”’. Nata in Canada nel 2001, si tiene due volte all’anno: il 21 giugno, solstizio d’estate, e il 21 dicembre, solstizio d’inverno. L’obiettivo dell’iniziativa e’ di ”elevare la soglia di consapevolezza delle persone verso il riscaldamento globale e il risparmio energetico”. Lo scorso giugno, informano i responsabili, nel solo Giappone hanno partecipato oltre 73 mila aziende che hanno permesso di risparmiare complessivamente quasi un milione e 151 mila chilowattora di elettricita’. (ANSA).”

ECCHECAVOLO ANCHE LE MAMME HANNO DIRITTO AL LORO GIORNO LIBERO!!

19 dicembre 2008

Nuovo gruppo per le iscritte a fb (qui). Ovviamente mi sono subito iscritta. Della serie “non voglio partecipare a fb”… vabbé…. ma quanno ce vò ce vò!!

sottotitolo del gruppo:

“Per tutte le mamme, lavoratrici e non che non hanno mai un attimo per staccare la spina… per fare shopping, per andare dal parrucchiere… o semplicemente x starsene in santa pace!! UNIAMOCI PER UNA GIUSTA CAUSA!!!”

Secondogeniti si nasce

17 dicembre 2008

gira in rete dal 2005 (anche qui) ed è tutto verooooo!!

*****

“Secondogeniti si nasce.

ossia

“Meno male che sono primogenito”: Vademecum per genitori

Il bagnetto

Il primo bagnetto del primogenito è una cerimonia che si svolge una sola volta nella vita, per fortuna.
Il livello di apprensione dei due genitori è ai messimi livelli e basta un’indecisione per beccarsi un biiiiip…
La temperatura dell’acqua è uno dei fattori cruciali: un errore di pochi decimi e il bambino è fottuto.
Esistono termometri progettati apposta per questo scopo, antiurto, galleggianti e dotati di un’inerzia infida e difficilmente prevedibile.
Siete due gradi sotto, aumentate la calda, il termometro sta fermo per un po’, quindi parte e si ferma due gradi sopra, aumentate la fredda…
Ho sentito di gente che ha fatto fuori dei boiler da caserma per riempire una vaschetta da 10 litri.
In acqua poi il bambino viene trattato a 4 mani, 6 se c’è una nonna presente (se ci sono due nonne il papà deve levarsi prontamente dai cogl…!)..

Con il secondogenito scompare il termometro: si puccia il gomito e si giudica ad occhio.
La posizione del bambino viene corretta solo quando comincia a bere.

Con il terzo si usa la tattica del polipo: lo si puccia, se le gambine si arricciano vuol dire che è troppo calda.

Credo che nessuno abbia mai lavato i figli dal quarto in poi, al massimo una passata al lavasecco prima di Natale , per togliere le macchie più evidenti.

Il pannolino

Le aziende che producono pannolini fanno i soldi sui primogeniti.
Il primogenito lo controlli:
-per definizione dopo ogni poppata;
-ogni volta che senti un rumorino;
-ogni volta che una nonna sente un rumorino (anche per telefono); -ogni volta che senti un’odorino; -ogni volta che una nonna sente un’odorino (anche per telefono); -ogni volta che non sai cosa fare.
Apri, niente, ma il pannolino lo cambi lo stesso.

Con il secondogenito cambi il pannolino appena prima che i vicini di casa chiamino il camion per gli spurghi pensando che sia un problema di fossa biologica.

Il terzo il pannolino se lo cambia da solo, e pedalare.

Dal quarto in su i pannolini o se li comprano, oppure vasino.

Il biberon

Dopo la nascita i casi sono due: o allattamento al seno, o biberon.
L`allattamento al seno presenta molti vantaggi, è più sano, più naturale, il latte è sempre pronto alla temperatura giusta, la tetta è per definizione sterilizzata e allatta solo la mamma (questo, ovviamente, è un vantaggio solo se siete un papà).
Ma il vantaggio più importante è quello di potere avere una mano libera, essendo la tetta autoreggente (almeno si spera).
L allattamento a biberon prevede viceversa l`uso di due mani, una che regge il bambino, l`altra che regge il biberon.
La questione è di secondaria importanza per le prime poppate del primogenito, durante le quali rimirate rapiti con sguardo ebete il vostro virgulto, attenti a che non scenda una gocciolina di latte sulla guancina, e che la tettarella sia sempre piena acciocchè non abbiano a formarsi bolle d’aria nel pancino, noncuranti del fatto che sono le tre del mattino, ci sono 12 gradi e voi siete in mutande e canottiera, perchè travolti dal pianto isterico di quel bastardo avete dimenticato pure le ciabatte.

Con il secondo quei 20 minuti che dura mediamente un poppata sono eterni.
Dopo 30 secondi cominciate a guardarvi in giro sconsolati alla ricerca di qualcosa da fare, e soprattutto di un modo per farlo.
Quei 90cl di latte glieli sparereste giù col compressore.
Di solito in queste situazioni ci si trova sul divano del salotto, e la prima tentazione è quella di accendere la tele, ci sarà pure qualche caxxo di roba da vedere.
Per una delle leggi di Murphy il telecomando si trova sempre alla distanza di Tantalo, vicino ma irraggiungibile.
E poi, anche se fosse raggiungibile, bisogna liberare una mano.
Gli stratagemmi sono svariati: quello che viene più naturale è cercare di reggere il biberon con il mento, esercitando una leggera pressione.
I figli degli appassionati di questa tecnica soffrono spesso di palatoschisi.
Viceversa si può liberare la mano che regge il bambino, tenendolo con l`incavo del braccio.

Ad alcuni genitori dopo il secondo figlio spuntano addirittura delle ditina all`interno del gomito, che consentono tra l’altro di fare il gesto dell ombrello con un braccio solo.
Alla fine ci si ingegna, si recupera il telecomando con un piede esibendo uno snodo tipo Heather Parisi, si libera una mano e si zappa, finalmente.
Nel frattempo il biberon è orizzontale da 10 minuti, il bambino ha ingurgitato aria sufficiente a farlo scorreggiare per tutta la vita e si spara 2 ore di coliche .

Non so cosa succeda dopo il secondo.
Pare che il terzo impari prestissimo a reggersi il biberon da solo, mentre il quarto esca spesso per andare al ristorante.

La documentazione

Del primogenito si documenta tutto.
Esistono addirittura de lle specie di diari con gli appositi spazi per annotare giorno per giorno tutti i parametri vitali del bambino, e pagine speciali per gli eventi eccezionali, il primo dentino, la prima parola, i primi passi.
A volte c’è anche uno spazio feticista per appiccicare ciocche di capelli o altri pezzi del bambino stesso.
Una mamma ha tabellata in testa a vita tutta la curva di crescita del suo primogenito, come un gigantesco file excel.
Anche il papà, che però dopo un paio di mesi formatta e non si ricorda più un caxxo.

Con il secondogenito scompare il quadernino, e con questo anche ogni tracciabilità.
Il suo grafico di crescita è un gradino: prima non c’era, adesso c’è.

Del terzo ci rendiamo conto che è figlio nostro solo quando ci chiede il motorino.

Dal quarto in su è impossibile distinguerli dai compagni di nido, di asilo o di scuola.
Dopo una festa di famiglie numerose capita di beccarsi i figli degli altri.

Il sonno

Il primogenito mangia ogni 2 ore, giorno e notte.
Tra un pasto e l’altro talvolta dorme, ma siete talmente in ansia che non si ingozzi con il vomito che vi alzate comunqe ogni cinque minuti per vedere se respira.
Il tempo di reazione a un suo pianto è di 6 secondi netti.
Quando cresce va a letto con la mamma o col papà , o con entrambi, e si fa leggere un minimo di 8 favole per sera.

Il secondo mangia ogni 4 ore, la notte anche 6, e tra un pasto e l`altro dorme come un tonno, eppure ogni volta che si sveglia si becca un biiiiip…
Il tempo di reazione al suo pianto va dai 3 ai 15 minuti, ai quali va aggiunto il tempo per trovare la culla dispersa per la casa (cosa che ricorda molto la caccia al cellulare).
Quando cresce va a letto con il primogenito, che gli racconta quel caxxo che gli pare.

Il terzo mangia quando può e va a letto con i primi due, che gli raccontano le loro avventure sessuali.

Dal quarto in poi dormono direttamente in discoteca.

questionario per mamme e informazione

17 dicembre 2008

come e dove si informano le mamme (bloggeresse e non)? partecipate anche voi al sondaggio dell’Università Bocconi, qui.