Archive for gennaio 2009

non ci resta che… sala prof

31 gennaio 2009

oggi in sala prof stiamo andando via, è l’ultimo giorno del quadrimestre, ultimi voti decisi, chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Noto che la mia giovane collega con cui facciamo insieme queste giornaliere trasferte in periferie, ha una calza traforata e la mini con lo spacco. Iniziamo a prenderla in giro su questo suo presunto metodo per attirare l’attenzione degli stanchi alunni. Lei, che è sempre riservata, improvvisamente dichiara: mi devo distrarre, ho saputo delle brutte cose, ieri. E scoppia in lacrime. Per fortuna eravamo rimaste in poche in sala prof. La trasciniamo fuori lontano da sguardi indiscreti, e lei ci racconta la seguente inquietante cosa: è andata dal medico per un esame ginecologico, durante il quale (“durante”, si badi bene, non dopo) è scoppiata in lacrime al sentirsi dire dal suddetto  (ripeto “durante” la visita):  “le tube vanno male e con la forma di quest’utero che vuole rimanere incinta!”.

A questa specie di animale io auguro che non capiti a lungo di frequentare quelle zone e che gli cada subito e dolorosamente.

Quasi quasi fondo un gruppo su feisbuch.

Annunci

sempre “lei” … 5

23 gennaio 2009

… e oggi mi ha chiesto l’aumento.

bambine (e donne) autonome

22 gennaio 2009

Bloccata per un’ora nel traffico mattutino di una superstrada a due corsie (senza quella d’emergenza) in cui qualche genio dei nostri capaci amministratori ritiene sia il caso di svolgere lavori di manutenzione alle ore 10 di mattina. Ma in fondo la vita è bella perché hai appena vissuto “colf 4“. Hai il tempo di pensare a vari antefatti della tua vita. Pensi: stasera ci scrivo su un mini-post.

Mamma della sottoscritta, che ti lamenti a fare se ero diventata un’adolescente autonoma? che a 13 anni voleva prendere il traghetto con gli amici per trascorrere una giornata a Ischia (ma poi ancora non capisco che c’era di male… solo perché la casa di destinazione era senza genitori?)? che a 21 anni è partita per l’Erasmus? che ha girellato per l’Europa per 7 anni, fidanzati ballerini e non?

Non sei stata forse tu che mi hai cresciuta all’autonomia attraverso le tue scelte indipendenti? da piccola certo non facevo la spesa, né cucinavo, né pulivo i bagni (come invece varie mie amiche), ma, ti sei accorta o no che lasciarmi a casa a 4 anni da sola con la febbre perché dovevi andare a lavorare è stata, oltre che leggermente un’imprudenza, anche un insegnamento al mio inconscio?? che lasciarmi a casa da sola di sera per la prima volta ai miei 5 anni circa era forse un attimo presto?

marito ventiseienne il venerdì non poteva uscire con gli amici perché, in occasione di un periodico impegno dei genitori, doveva restare a casa a tenere compagnia alla sorella (che godeva buona salute) sedicenne!!!

ci sarà ben una via di mezzo?? che faccia comunque dei miei figli persone autonome (ma senza rischi?)… se c’è spero di trovarla

colf 4. Il ritorno.

22 gennaio 2009

Tanto per sintetizzare e perchè ho l’unenne in braccio addormentato (si sveglierà alle solite 4 del mattino… ma ‘sta sveglia c’ha teng’ a ffà?? tanto alle sei lui mi ha già svegliato da due ore!!!). “Il ritorno” si fa per dire. Ciò implicherebbe una partenza. Che alla fine non c’è stata. E -per ora- non ci sarà. Dopo essermi sciolta in lacrime ieri perchè mia figlia (a cui spiegavo il suo primo “distacco” che sarebbe avvenuto l’indomani) continuava a chiedere : “sì ma quando torna??”. Dopo aver digerito l’idea di sciropparmi i tre colloqui oggi. Dopo avere stampato la sua domanda di fine rapporto, calcolato TFR e quant’altro. Dopo averle stampato le foto di noi cinque sulla neve da portarsi al sole dello Sri Lanka. Dopo tutto questo, stamattina arriva la mia padrona e sorridendo mi dice : “ti devo dare una bella notizia: non parto più, ci va mio fratello con la moglie e i figli. Mamma detto: resta in Italia e mandami i soldi”. Io mi sono commossa (sarà stata questa prova di amore materno??). E così ci siamo abbracciate e, a pranzo, con la famiglia al gran completo (+2 nonni e 2 prozie) abbiamo festeggiato la non partenza.

Io sono felice ma continuo a pensare alla tragedia annunciata che ha vissuto mia figlia ieri. Però sorrido mentre continuo a rispondere alle numerose proposte arrivate tutta la giornata (avevo lanciato l’appello su facebook e tanti amici mi avevano passato contatti vari!): “no grazie, non parte più”.

colf… 1,2,3

22 gennaio 2009

Un mesetto fa tornavo a casa con il cuore nello zucchero con le mie tazzine di Vietri, e nel mentre arrivò “colf 1”, laprima puntata della mia attuale telenovela. Incontro per caso la vicina di casa che per caso mi comunica che la mia colf (che in realtà è una specie di giovane governante perché si occupa della giornaliera amministrazione domestica e dei bambini) sta cercando lavoro, in particolare da lei. Cado dalle nuvole. Non capisco. Non mi ha nemmeno chiesto un aumento. Trascorro il fine settimana da cane bastonato e il lunedì mando marito ad affrontarla. Durante la puntaata “colf 2” lei non nega di essere andata dalla vicina, ma dice di averlo fatto per capire perché la mia vicina si è comportata in un certo modo con le sue amiche (che volevano quel posto, mentre lei no, era solo “spionaggio”). Decidiamo che è plausibile e d’altro canto non posso fare un processo alle intenzioni. Trascorriamo piacevoli giorni in vacanza sotto la neve tutti insieme appassionatamente.

E ieri arriva la mazzata. “Colf 3”. In lacrime e tra singhiozzi in un italiano più zoppicante del solito, e per di più per telefono, la ragazza racconta che le hanno telefonato dallo Sri Lanka e la madre ha avuto un incidente per cui lei deve tornare. “Posso andare?”. Certo. E che le vuoi dì. Solo che poi, sventurata, volevo pure sapere quando tornava. Un mese. Cosa?? Allora cerchiamo una sostituta e fammi sapere preciso quanto stai via. Ri-lacrime. La zia dice per telefono che la mamma ha la gamba rotta e ci vorranno minimo 5 mesi. La ragazza mi comunica che compra biglietto di sola andata.

Adesso sono in mano a faceboook, dove ho lanciato l’appello e grazie alle mie amiche che mi leggevano, domani ho 3 colloqui. L’ucraina che però vorrebbe venire a dormire da me, la bulgara non meglio connotata e la marypoppins 50enne di borgo marinari.

Farovvi sapere.

Nel frattempo mi sento come solo chi ci è passato può capire. Abbandonata.