sono davvero prof di latino

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c’era una volta una scuola media dell’hinterland napoletano. E dentro c’ero io, davanti ad un comitato di valutazione. Giugno 2006. Ho una figlia di 20 mesi e ho trascorso il mio primo anno di insegnamento in trincea. Secondigliano e Scampia sono dietro l’angolo. La mia scuola può considerarsene la succursale morale. Povertà che, come dice il mio preside, prima di essere economica o culturale, è umana. Il preside mi dà la parola; una delle mie colleghe di formazione ha appena cominciato a piangere per la commozione e quindi per spostare l’attenzione da lei, si decide che devo parlare io. Devo parlare di quelli che sono diventati i “miei ragazzi”, dell’anno passato a capire come tirare fuori il buono che c’è dentro di loro, nonostante loro. A far sì che la scuola possa davvero essere la loro possibilità, forse l’unica, non certo il sogno da velina o calciatore. Rifletto sul fatto che mi sono guadagnata il rispetto di quella terribile classe dove andavo spesso a fare sostituzioni, ma mi ci è voluto un anno sano, e lo stratagemma di dimostrare che ne sapevo di calcio almeno quanto loro, perché sapevo di che città erano squadre anche straniere (avevo chiesto di ordinarli da nord a sud).

Oggi sono seduta davanti a un’altra commissione di valutazione, di un liceo. Ho due figli, e il secondo ha 20 mesi. La scuola è della periferia di Napoli, ma quest’anno è stata una passeggiata. Quattro sciampiste al posto di una manciata di delinquenti; vuoi mettere. Al posto delle piante abbiamo offerto alla commissione un segnalibro personalizzato i cui proventi andranno per aiutare una casa per persone sieropositive. Penso: ci siamo evoluti. Esco dall’aula, baci e abbracci con svariati colleghi, alcuni dei quali mai visti prima, fuori l’aula trovo la mia nuova collega di formazione che sta versando in disparte lacrimoni di commozione. In fondo, è un’emozione anche questa volta.

E per di più, adesso, sono prof. di latino al liceo. E ci resterò, Mary Star permettendo.

Da ora in poi, può solo peggiorare, visto che potrebbero avvicinarmi a casa e al posto delle sciampiste avrei i figli delle divorziate famiglie perbene.

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Una Risposta to “sono davvero prof di latino”

  1. faffa Says:

    ciao collega:-)
    ehhhh si…meglio l’hinterland per insegnar latino che il centro città d’elite!!!
    comenque…quest’anno scolastico sta volgendo al termine, spero che non hai classe d’esame e che tra non molto puoi dedicarti alle vacenze estive con figli e marito!!!
    buonanotte

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