Archive for settembre 2009

pannolini lavabili e asciugatura d’inverno

27 settembre 2009

(aggiornato il 30/1/10)

I pannolini lavabili sono un’OTTIMA cosa (per l’ambiente, per la salute e per il portafoglio) e per di più sono una pratica assolutamente “fattibile”, da quando esiste quella meravigliosa invenzione chiamata lavatrice e da quando per di più esistono in commercio modelli sempre più simili agli usa e getta.

Come non sfuggirà certo ai più acuti tra i nostri lettori, i pannolini lavabili dopo essere stati lavati si devono…. asciugare. Questo ovviamente non è immediato, e prima di tutto questo va tenuto conto quando si deve scegliere quanti acquistarne, visto che non si può aspettare che si sporchino tutti per metterli in lavatrice, ma conviene ternerne ovviamente un certo numero puliti a quel momento (io ne tenevo puliti 6 al momento della lavatrice!).
Ma poi quanto tempo ci vuole per asciugarli? Dipende dal caldo che fa, disse la Signora Ovvietà.
Nei paesi nordici è molto diffusa la pratica dell’asciugatrice, ma qui nel “Paese del sole” cerchiamo di risparmiare ulteriormente energia, sfruttando il clima prevalentemente mite e quindi il sole. Tuttavia la stagione fredda è evidentemente fredda e umida anche qui. Come fare?

Io mi sono organizzata così: ho individuato i punto più caldi della casa e li ho dedicati all’asciugatura dei pannolini (caldaia, termosifoni non troppo in vista), cercando tuttavia allo stesso tempo di rendere meno “ingombrante” possibile la “stesa” dei pannolini.

Personalmente mi sono trovata benissimo con lo stenditorio-“ombrellino”; e quello di ikea è molto più resistente di altri in vendita presso i supermercati; deve essere resistente perché un pannolino bagnato, per quanto centrifugato, pesa di più del semplice calzino; l’ombrellino-stenditorio lo appendo al sole durante la bella stagione e ad un gancio vicino ai radiatori in inverno.

Linda suggerisce un altro sistema che trovo comodo cioé un accessorio in vendita per i radiatori, facendo attenzione pannolini col PUL, come AIO  e pocket, da asciugare un po’ distanti dal radiatore, mentre meno cura si può usare per prefold e ciripà.

Ovviamente ci sono modelli di pannolini lavabili (come prefold, ciripà e alcuni tipi di pocket: per schede, foto e recensioni vedi qui) che asciugano più velocemente di altri; se dovete ancora acquistarli.. magari tenete presente anche questo fattore nella scelta!!

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insegnanti “bruciati” dalla scuola: il BURNOUT

25 settembre 2009

sorta di malattia professionale, questo blog ci aiuterà a non cascarci?

http://www.burnout.blogscuola.it/

trasforma la frase

23 settembre 2009

Dalla forma attiva a quella passiva e viceversa.

“La costa era battuta dal vento”.

Trasforma. Lui scrive:

“Il vento vinse la costa”

!!!!!! li adoro !!! un sorriso in più a volte mi cambia la giornata. E poi ora ho un argomento di conversazione in più con l’amica del cuore che si è appena ricoverata. Mo’ glielo mando via messaggino….

da “lo stupidario” – il comunismo

17 settembre 2009

Porto i test d’ingresso corretti. Valutano la cultura generale e le competenze di storicizzazione. Anche spazio-temporali.

“Chi ha scritto come regione di pertinenza del “Comunismo” l’Italia, per favore si alzi in piedi.”

So che non dovrei farlo. MaryStar dice che non si fa politica tra i banchi di scuola. Ma io voglio almeno vedere la faccia chi ha dei genitori che gli hanno insegnato che l’Italia è in mano ai comunisti. Non mi devo addentrare troppo, voglio solo guardare negli occhi quest’ennesimo figlio di Berlusconi.

Il diretto interessato si alza. Un ragazzo dal viso apparentemente simpatico e sorridente. Ma chissà che gli hanno inculcato, magari che i comunisti mangiano i bambini e menomale che invece Silvio c’è.

La cosa viene accolta da una risata generale. Gaurdo gli altri. Ma come? Non c’è di mezzo la politica?

Insisto. “Vorrei sapere se era uno scherzo o cos’altro”.

Alunno: “In effetti prof. ho grosse lacune. Studio e poi dimentico.”
Io: “Guarda che non si tratta di dimenticare una lezione. Questa è cultura generale. Tu non apri quotidiano né tg da quando sei nato.”

Lui:”Ha ragione prof. Devo migliorare. Ma le assicuro che la sapevo. E fino all’ultimo sono stato incerto tra Italia e Germania”.

La classe esplode per la seconda volta e per poco gli fa pure la ola.

Inizia lo stupidario scolastico

16 settembre 2009

Lo “stupidario” è un mio nuovo tag.

Perché non posso arrivare a fine carriera senza avere annotato tutte le assurdità che ci dicono e/o scrivono gli alunni. Ma devo anche condividerli, SUBITO, con voi!

Per la serie: non solo i prof dicono castronerie…

😉

PS: GIURO di dire tutta la verità, nient’altro che la verità.

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1. Le buone intenzioni di inizio anno

(questionario conoscitivo): “l’anno scorso sono stato bocciato ma quest’anno non voglio deludere i miei genitori e farò di tutto. A costo di studiare ogni giorno”.

2.

(test di ingresso di storia, II liceo): “cosa è un secolo?” “un periodo di tempo lungo”. “Che cos’è un millennio?” “un periodo di tempo molto lungo”.

Scuola… si parte!

16 settembre 2009

Prendo fiato dopo un inizio di anno scolastico molto tormentato, per parlare del fatto che della nuova VIPscuola quello che mi è piaciuto di più sono stati i ragazzi. Alunni svegli che sembrano avere tante cose dentro di sé e che io per ora sto riuscendo, forse, ad interessare. Il mio proposito di inizio anno è cercare di non annoiarli, pur facendo correttamente il mio mestiere (cioé insegnare loro qualcosa, e soprattutto a studiare meglio e a prendersi le proprie responsabilità). E’ la sfida credo di ogni buon insegnante. Speriamo di non ammorbare loro gli anni più belli della loro vita. Però, con rispetto parlando, inauguro comunque, nel prossimo post, lo “supidario”, tutto vero, cose di scuola che potrei documentare, ho le prove, ma purtroppo non posso… questione di privacy…

Sui genitori ancora non mi esprimo, non li ho visti direttamente. Li vedo passare arrabbiati. Mentre vanno dal preside o dal vicepreside a protestare per questo o per quello, per togliere e mettere i figli da qua e da là. A lamentarsi, a volte urlare, a volte facendo presente che “lei non sa chi sono io”. Spero non capiti mai a me di esserne l’interlocutore. Chissà poi se hanno ragione, magari sì. Mi interessaerà vedere quei professori universitari, medici, farmacisti, avvocati e imprenditori di successo (hei ma quanti ce ne sono nelle mie classi!) che so sulla carta di avere.

Sui colleghi, ne ho trovati di davvero disponibili, umani e solidali, ma ce ne sono anche di campioni di meschinità e di malalingua.