Archive for febbraio 2010

E’ dislessia? due statistiche …2

17 febbraio 2010

Quando una non è buona in matematica non solo non va allo scientifico da alunna, ma nemmeno da prof.

Ho scritto la mia fede nelle statistiche nel mio post sugli alunni dislessici.

E invece avevo sbagliato i conti. Allora, se le statistiche dicono che 10% degli alunni presenta forme più o meno serie di dislessia, e tu ne hai 28 in classe e ti trovi 2 dislessici ed affermi che le statistiche sono state rispettate, si capisce che sei una capra in matematica. E si capisce che i dislessici devono essere 2,8. Cioé 2 seri e uno così-così.

E i conti tornano quando, mentre stai consegnano le amate pagelle, arriva una terza mamma che ti dice si prof effettivamente mio figlio fa errori di scrittura… e tu: beh ripensandoci, sì un po’ strani gli errori di suo figlio… particolari… mentre lo dici temi che o stai impazzendo e vedi dislessia ovunque oppure si sta materializzando la statistica. Il che si conferma immediatamente. La signora ha appena aggiunto che l’alunno, da piccolo, ha curato una lieve forma di disgrafia e dislessia. Non lo so se la signora ha percepito una mia lieve forma di risolino isterico.

Quello del… “marò, ma tutti a me?!?!… non è che gli altri prof mi diventano invidiosi???”

I post sulla scuola che non scriverò

10 febbraio 2010

Titoli dei post che non scriverò:

1) “L’alunno che si scopre il fondoschiena e la classe che pensa sia normale”

2) “L’alunno cleptomane”

Basta. Non li scrivo. Se non non mi crede e quindi non mi legge più nessuno e passo per la prof mitomane.

L’emergenza rifiuti a Napoli è finita?

9 febbraio 2010

VIGNETTA!!

E’ dislessia? due statistiche

9 febbraio 2010

Ecco un post che è da due mesi che ho intenzione di scrivere.

Da quando emergevano i miei poco sommessi lamenti (“non è possibileeeeeeee!!”) durante la correzione di un pacco di compiti di italiano, e la mia supermamma prof oggi in pensione mi fa: “eh ho avuto anche io a volte problemi fuori misura con un alunno poi mi dissero:  ma non lo sai? è dislessico.”

Uno alle mamme è abitutato a non dare troppo credito. E mia mamma è andata in pensione da qualche annetto ormai. Ma poi lo sai che tanto alla fine hanno (quasi) sempre ragione. E lo sai ancora di più quando sei diventata mamma anche tu.

Quindi mi sono subito attivata in rete per documentarmi sulla dislessia. Che non è solo, scopro su internet nell’ottimo sito dell’AID e in questa ottima guida, invertire l’ordine di alcune lettere mentre si legge, come sapevo fino ad allora. Tutt’altro. Ci sono mille sfaccettature di questi DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento): dislessia propriamente detta, disortografia, discalculia, disgrafia. E tanti dis-graziati che magari non sanno di esserlo: 10% degli studenti. Bollati come ciucci, inadatti alla scuola, con quel poco di autostima rimasta buttata sotto i piedi.

Io invece alle statistiche ci credo. Nei mesi precedenti al mio matrimonio, lessi un articolo che diceva che  un terzo delle coppie che oggi si sposano, si separano. Il giorno dopo, al corso pre-matrimoniale guardavo gli altri con sospetto, cercando chi si sarebbe separato. Mi sembrava impossibile. Invece è successo, circa tre anni dopo le date dei nostri matrimoni, quel terzo è stato abbondantemente superato.

Le informazioni che cercavo, nella disperazione del dover correggere i compiti di un ragazzo, mi hanno portato a trovarne anche un altro.

Statistica (quasi) rispettata. Due su 28 : infatti oggi, due mesi dopo, nella mia prima liceo ci sono due diagnosi di dislessia.

Solo nella mia classe. Non è che io ritenga di essere bravissima a individuare questi problemi, ho pochissima esperienza e non si tratta della mia fascia di età (non si dovrebbe individuare al liceo, bensì alle elementari-medie). Ma allora. O è sfiga (“tutti a me!!”). O i mei colleghi non “guardano” davvero gli alunni, limitandosi a spiegare-interrogare-correggere-valutare. Senza provare a capire. Oppure gli altri genitori “sanno” e non vogliono dirlo (così i miei colleghi dicevano a me quando dovevo comunicare questo sospetto alle due famiglie “vedrai! lo sanno e fanno finta di niente per non affrontare il problema”). Oppure non tutti i miei colleghi hanno una supermamma come la mia….

🙂