Archive for the ‘figli’ Category

Il benefattore dei bimbi poveri

14 aprile 2010

Un imprenditore anonimo del Nord ha pagato la mensa scolastica al posto delle famiglie insolventi. Così “i bimbi poveri avranno una mensa”.

Sembra un racconto da libro “Cuore”, e io sono allergica alle storie strappalascrime, mielose e dal sapore di beneficenza. Non volevo nemmeno leggere. Invece dietro questo testo si intravede una persona che guarda in faccia alla realtà e oggi ce ne sono molte. Ha aperto ancora di più gli occhi anche a me.

E’ una lettura che consiglio.

progressi bimbeschi

24 ottobre 2009

Mia figlia mi chiede: “mamma, ma tu quando eri piccola, prima di papà di chi ti eri innamorata?”. Insomma vuole che le racconti dei miei ex.
5 anni tra 4 giorni.

Mio figlio urta con la testa, piange, va verso il frigo, lo indica, gli proponiamo varie consolazioni: succhi di frutta, cioccolata… lui niente, ma che vorrà? poi punta il freezer, noi proponiamo un gelatino, lui urla sempre più scocciato dalla nostra incompetenza, allora lo prendiamo in braccio così lui da solo può allungare la mano nel freezer e prendere… la busta del ghiaccio per mettersela sul posto della bua.
2 anni da meno di un mese.

Ora, va bene che questa bimba è fenomenale (se non si scaccolava alla fine avrei detto “disumana”), ma i miei pure sono soggetti interessanti!

Tutta la vita davanti

25 febbraio 2009

Qualche giorno fa sono andata per la terza volta al cinema di periferia dove il liceo di periferia in cui insegno segue il progetto cineforum. Progettino impegnato, visto che i primi due film, Biutiful Cauntri e Gomorra, personalmente li avevo accuratamente evitati in passato per non farmi scendere la depressione relativa ai suddetti argomenti. Li ho visti ed sono sopravvissuta ma ne sono stata abbastanza scombussolata. Ma quel filmetto lì sul precariato ero certa di reggere il colpo. E invece mi è crollata addosso “tutta la vita” passata, gli anni di illusioni europeiste e di precariato, e magari fosse stato un call center come per la protagonista del film. Almeno potevi dare la colpa all'”azienda”, piccola e meschina.  Invece a me le opportunità erano date e tolte proprio da Università, Centri di Ricerca e di (in)Competenza, Soprintendenze… Dove mi fu detto: “meglio che non lo dici che sei incinta, il bando non prevede né sospensione né congedo”: un bando di “assegnista di ricerca”, in teoria il fior fiore delll’intellighenzia. Figurati. Che schifo. E poi: salvata dal “concorso pubblico”. La scuola. Durante gli altri due film del cineforum scolastico non ho pianto come durante quel maledetto film. Che vita di merda. E io sono una fortunata (casa ecc.). Che a fare il terzo figlio non ci pensa nemmeno.

bambine (e donne) autonome

22 gennaio 2009

Bloccata per un’ora nel traffico mattutino di una superstrada a due corsie (senza quella d’emergenza) in cui qualche genio dei nostri capaci amministratori ritiene sia il caso di svolgere lavori di manutenzione alle ore 10 di mattina. Ma in fondo la vita è bella perché hai appena vissuto “colf 4“. Hai il tempo di pensare a vari antefatti della tua vita. Pensi: stasera ci scrivo su un mini-post.

Mamma della sottoscritta, che ti lamenti a fare se ero diventata un’adolescente autonoma? che a 13 anni voleva prendere il traghetto con gli amici per trascorrere una giornata a Ischia (ma poi ancora non capisco che c’era di male… solo perché la casa di destinazione era senza genitori?)? che a 21 anni è partita per l’Erasmus? che ha girellato per l’Europa per 7 anni, fidanzati ballerini e non?

Non sei stata forse tu che mi hai cresciuta all’autonomia attraverso le tue scelte indipendenti? da piccola certo non facevo la spesa, né cucinavo, né pulivo i bagni (come invece varie mie amiche), ma, ti sei accorta o no che lasciarmi a casa a 4 anni da sola con la febbre perché dovevi andare a lavorare è stata, oltre che leggermente un’imprudenza, anche un insegnamento al mio inconscio?? che lasciarmi a casa da sola di sera per la prima volta ai miei 5 anni circa era forse un attimo presto?

marito ventiseienne il venerdì non poteva uscire con gli amici perché, in occasione di un periodico impegno dei genitori, doveva restare a casa a tenere compagnia alla sorella (che godeva buona salute) sedicenne!!!

ci sarà ben una via di mezzo?? che faccia comunque dei miei figli persone autonome (ma senza rischi?)… se c’è spero di trovarla

colf 4. Il ritorno.

22 gennaio 2009

Tanto per sintetizzare e perchè ho l’unenne in braccio addormentato (si sveglierà alle solite 4 del mattino… ma ‘sta sveglia c’ha teng’ a ffà?? tanto alle sei lui mi ha già svegliato da due ore!!!). “Il ritorno” si fa per dire. Ciò implicherebbe una partenza. Che alla fine non c’è stata. E -per ora- non ci sarà. Dopo essermi sciolta in lacrime ieri perchè mia figlia (a cui spiegavo il suo primo “distacco” che sarebbe avvenuto l’indomani) continuava a chiedere : “sì ma quando torna??”. Dopo aver digerito l’idea di sciropparmi i tre colloqui oggi. Dopo avere stampato la sua domanda di fine rapporto, calcolato TFR e quant’altro. Dopo averle stampato le foto di noi cinque sulla neve da portarsi al sole dello Sri Lanka. Dopo tutto questo, stamattina arriva la mia padrona e sorridendo mi dice : “ti devo dare una bella notizia: non parto più, ci va mio fratello con la moglie e i figli. Mamma detto: resta in Italia e mandami i soldi”. Io mi sono commossa (sarà stata questa prova di amore materno??). E così ci siamo abbracciate e, a pranzo, con la famiglia al gran completo (+2 nonni e 2 prozie) abbiamo festeggiato la non partenza.

Io sono felice ma continuo a pensare alla tragedia annunciata che ha vissuto mia figlia ieri. Però sorrido mentre continuo a rispondere alle numerose proposte arrivate tutta la giornata (avevo lanciato l’appello su facebook e tanti amici mi avevano passato contatti vari!): “no grazie, non parte più”.

colf… 1,2,3

22 gennaio 2009

Un mesetto fa tornavo a casa con il cuore nello zucchero con le mie tazzine di Vietri, e nel mentre arrivò “colf 1”, laprima puntata della mia attuale telenovela. Incontro per caso la vicina di casa che per caso mi comunica che la mia colf (che in realtà è una specie di giovane governante perché si occupa della giornaliera amministrazione domestica e dei bambini) sta cercando lavoro, in particolare da lei. Cado dalle nuvole. Non capisco. Non mi ha nemmeno chiesto un aumento. Trascorro il fine settimana da cane bastonato e il lunedì mando marito ad affrontarla. Durante la puntaata “colf 2” lei non nega di essere andata dalla vicina, ma dice di averlo fatto per capire perché la mia vicina si è comportata in un certo modo con le sue amiche (che volevano quel posto, mentre lei no, era solo “spionaggio”). Decidiamo che è plausibile e d’altro canto non posso fare un processo alle intenzioni. Trascorriamo piacevoli giorni in vacanza sotto la neve tutti insieme appassionatamente.

E ieri arriva la mazzata. “Colf 3”. In lacrime e tra singhiozzi in un italiano più zoppicante del solito, e per di più per telefono, la ragazza racconta che le hanno telefonato dallo Sri Lanka e la madre ha avuto un incidente per cui lei deve tornare. “Posso andare?”. Certo. E che le vuoi dì. Solo che poi, sventurata, volevo pure sapere quando tornava. Un mese. Cosa?? Allora cerchiamo una sostituta e fammi sapere preciso quanto stai via. Ri-lacrime. La zia dice per telefono che la mamma ha la gamba rotta e ci vorranno minimo 5 mesi. La ragazza mi comunica che compra biglietto di sola andata.

Adesso sono in mano a faceboook, dove ho lanciato l’appello e grazie alle mie amiche che mi leggevano, domani ho 3 colloqui. L’ucraina che però vorrebbe venire a dormire da me, la bulgara non meglio connotata e la marypoppins 50enne di borgo marinari.

Farovvi sapere.

Nel frattempo mi sento come solo chi ci è passato può capire. Abbandonata.

idee chiare da scorpioncina

29 dicembre 2008

1

“Mamma quando mi sposo io vivo in questa casa e tu te ne devi andare”

“Grazie. E dove?”

“A casa dei nonni, perchè io divento una mamma e questa è la casa delle mamme”

2

“Mamma, quando ho un figlio, tu ti devi occupare di lui”

“certo, che devo fare?”

“cucinare, dare la pappa, giocare…”

“amò, e tu che fai, non fai niente?”

breve pausa

“io devo lavorare”

4 anni.

Secondogeniti si nasce

17 dicembre 2008

gira in rete dal 2005 (anche qui) ed è tutto verooooo!!

*****

“Secondogeniti si nasce.

ossia

“Meno male che sono primogenito”: Vademecum per genitori

Il bagnetto

Il primo bagnetto del primogenito è una cerimonia che si svolge una sola volta nella vita, per fortuna.
Il livello di apprensione dei due genitori è ai messimi livelli e basta un’indecisione per beccarsi un biiiiip…
La temperatura dell’acqua è uno dei fattori cruciali: un errore di pochi decimi e il bambino è fottuto.
Esistono termometri progettati apposta per questo scopo, antiurto, galleggianti e dotati di un’inerzia infida e difficilmente prevedibile.
Siete due gradi sotto, aumentate la calda, il termometro sta fermo per un po’, quindi parte e si ferma due gradi sopra, aumentate la fredda…
Ho sentito di gente che ha fatto fuori dei boiler da caserma per riempire una vaschetta da 10 litri.
In acqua poi il bambino viene trattato a 4 mani, 6 se c’è una nonna presente (se ci sono due nonne il papà deve levarsi prontamente dai cogl…!)..

Con il secondogenito scompare il termometro: si puccia il gomito e si giudica ad occhio.
La posizione del bambino viene corretta solo quando comincia a bere.

Con il terzo si usa la tattica del polipo: lo si puccia, se le gambine si arricciano vuol dire che è troppo calda.

Credo che nessuno abbia mai lavato i figli dal quarto in poi, al massimo una passata al lavasecco prima di Natale , per togliere le macchie più evidenti.

Il pannolino

Le aziende che producono pannolini fanno i soldi sui primogeniti.
Il primogenito lo controlli:
-per definizione dopo ogni poppata;
-ogni volta che senti un rumorino;
-ogni volta che una nonna sente un rumorino (anche per telefono); -ogni volta che senti un’odorino; -ogni volta che una nonna sente un’odorino (anche per telefono); -ogni volta che non sai cosa fare.
Apri, niente, ma il pannolino lo cambi lo stesso.

Con il secondogenito cambi il pannolino appena prima che i vicini di casa chiamino il camion per gli spurghi pensando che sia un problema di fossa biologica.

Il terzo il pannolino se lo cambia da solo, e pedalare.

Dal quarto in su i pannolini o se li comprano, oppure vasino.

Il biberon

Dopo la nascita i casi sono due: o allattamento al seno, o biberon.
L`allattamento al seno presenta molti vantaggi, è più sano, più naturale, il latte è sempre pronto alla temperatura giusta, la tetta è per definizione sterilizzata e allatta solo la mamma (questo, ovviamente, è un vantaggio solo se siete un papà).
Ma il vantaggio più importante è quello di potere avere una mano libera, essendo la tetta autoreggente (almeno si spera).
L allattamento a biberon prevede viceversa l`uso di due mani, una che regge il bambino, l`altra che regge il biberon.
La questione è di secondaria importanza per le prime poppate del primogenito, durante le quali rimirate rapiti con sguardo ebete il vostro virgulto, attenti a che non scenda una gocciolina di latte sulla guancina, e che la tettarella sia sempre piena acciocchè non abbiano a formarsi bolle d’aria nel pancino, noncuranti del fatto che sono le tre del mattino, ci sono 12 gradi e voi siete in mutande e canottiera, perchè travolti dal pianto isterico di quel bastardo avete dimenticato pure le ciabatte.

Con il secondo quei 20 minuti che dura mediamente un poppata sono eterni.
Dopo 30 secondi cominciate a guardarvi in giro sconsolati alla ricerca di qualcosa da fare, e soprattutto di un modo per farlo.
Quei 90cl di latte glieli sparereste giù col compressore.
Di solito in queste situazioni ci si trova sul divano del salotto, e la prima tentazione è quella di accendere la tele, ci sarà pure qualche caxxo di roba da vedere.
Per una delle leggi di Murphy il telecomando si trova sempre alla distanza di Tantalo, vicino ma irraggiungibile.
E poi, anche se fosse raggiungibile, bisogna liberare una mano.
Gli stratagemmi sono svariati: quello che viene più naturale è cercare di reggere il biberon con il mento, esercitando una leggera pressione.
I figli degli appassionati di questa tecnica soffrono spesso di palatoschisi.
Viceversa si può liberare la mano che regge il bambino, tenendolo con l`incavo del braccio.

Ad alcuni genitori dopo il secondo figlio spuntano addirittura delle ditina all`interno del gomito, che consentono tra l’altro di fare il gesto dell ombrello con un braccio solo.
Alla fine ci si ingegna, si recupera il telecomando con un piede esibendo uno snodo tipo Heather Parisi, si libera una mano e si zappa, finalmente.
Nel frattempo il biberon è orizzontale da 10 minuti, il bambino ha ingurgitato aria sufficiente a farlo scorreggiare per tutta la vita e si spara 2 ore di coliche .

Non so cosa succeda dopo il secondo.
Pare che il terzo impari prestissimo a reggersi il biberon da solo, mentre il quarto esca spesso per andare al ristorante.

La documentazione

Del primogenito si documenta tutto.
Esistono addirittura de lle specie di diari con gli appositi spazi per annotare giorno per giorno tutti i parametri vitali del bambino, e pagine speciali per gli eventi eccezionali, il primo dentino, la prima parola, i primi passi.
A volte c’è anche uno spazio feticista per appiccicare ciocche di capelli o altri pezzi del bambino stesso.
Una mamma ha tabellata in testa a vita tutta la curva di crescita del suo primogenito, come un gigantesco file excel.
Anche il papà, che però dopo un paio di mesi formatta e non si ricorda più un caxxo.

Con il secondogenito scompare il quadernino, e con questo anche ogni tracciabilità.
Il suo grafico di crescita è un gradino: prima non c’era, adesso c’è.

Del terzo ci rendiamo conto che è figlio nostro solo quando ci chiede il motorino.

Dal quarto in su è impossibile distinguerli dai compagni di nido, di asilo o di scuola.
Dopo una festa di famiglie numerose capita di beccarsi i figli degli altri.

Il sonno

Il primogenito mangia ogni 2 ore, giorno e notte.
Tra un pasto e l’altro talvolta dorme, ma siete talmente in ansia che non si ingozzi con il vomito che vi alzate comunqe ogni cinque minuti per vedere se respira.
Il tempo di reazione a un suo pianto è di 6 secondi netti.
Quando cresce va a letto con la mamma o col papà , o con entrambi, e si fa leggere un minimo di 8 favole per sera.

Il secondo mangia ogni 4 ore, la notte anche 6, e tra un pasto e l`altro dorme come un tonno, eppure ogni volta che si sveglia si becca un biiiiip…
Il tempo di reazione al suo pianto va dai 3 ai 15 minuti, ai quali va aggiunto il tempo per trovare la culla dispersa per la casa (cosa che ricorda molto la caccia al cellulare).
Quando cresce va a letto con il primogenito, che gli racconta quel caxxo che gli pare.

Il terzo mangia quando può e va a letto con i primi due, che gli raccontano le loro avventure sessuali.

Dal quarto in poi dormono direttamente in discoteca.

Tazzine, o Finestre 3, ma…

15 dicembre 2008

Non avrò i balconi che volevo. Saranno belli, ma non bellissimi come li volevo io, cioé uguali agli attuali. Eppure volevo solo decidere dei miei balconi.

Non avrò le tazzine come le volevo io. Saranno belle, con le casette, ma io avrei scelto le altre, bellissime, con gli animali. Ma mia suocera si diverte a comprare i regali e quindi non ho potuto scegliermele prima di trovarmele sotto l’albero.

Ma.

Ma ho due figli bellissimi e un marito affettuoso… bé diciamo che quando non mi fa incaxxare mi dà ancora tanto batticuore.

Così faccio il fioretto di non lamentarmi e di sorridere  al falegname* che domani verrà a montare i balconi e a mia suocera quando spacchetterò il dono natalizio. Anche perché c’è chi non ha tutte le cose del rigo col “Ma” e quindi non è fortunata come me.

* il falegname ha detto a mia mamma: “Signò, domani inizio da sua figlia. Che Dio me la mandi buona”…

pannolini lavabili, confesso

14 dicembre 2008

Confesso. Non sono la wonder woman né tantomeno la signora Rottermeier dei pannolini lavabili. Beate loro.

Io ho usato i pannolini usa&getta invece dei lavabili quando in vacanza con due bambini piccoli (-1 e -4 anni) e nessun aiuto non avevo la lavatrice (ammetto che non mi ha nemmeno sfiorato l’idea di portarmi la lavatrice portatile come da poco invece qualcuna mi ha suggerito),  quando a causa della dentizione la cacca e la pipi erano acide e mi sembrava meglio non lasciare l’acido a contatto con il popo arrossato e con le piaghe la notte (di giorno lavabili, ma solo quando era a casa e potevo cambiarlo spessissimo, ma non al nido, dove se nella quotidianità li hanno accettati, in questo caso mi hanno fatto capire che cambiarlo ogni ora e mezza poteva costituire per loro una piccola grande rottura), ed infine in caso di diarrea persistente, in cui non riuscivo a fare andare via quella puzza orrenda dai pannolini.

Nei casi diciamo di patologia (per così dire) e non di quotidianità credo che sia da valutare nello specifico l’aspetto dell’umido. In questo posso portare la mia personale esperienza, ma sarebbe meglio avere seri studi clinici al riguardo (che mi pare non ci siano… come invece sarebbe davvero auspicabile).

Il popo resta più umido con i lavabili, e questo è indubbio, persino con il pile. Ma se nella quotidianità ciò confermo che non è AFFATTO un problema (avvia allo spannolinamento ecc.), mi sembra dalla mia esperienza che, per lo meno in caso di pipi acida, il prolungarsi del contatto dell’umido-acido della pipì con la pelle non faccia bene in caso di arrossamenti, bollicine e piaghe varie. Quindi i pannolini in tali casi sono certo da cambiare prima che si formi questo umido. Cioé con i lavabili anche meno di 2 ore, secondo la mia esperienza. E di notte non è possibile, almeno io con la mia debolezza/stanchezza non ce la farei mai. Un pannolino buttato ogni tanto mi pesa sulla coscienza meno (ma non per niente!!) di una nottata di stanchezza in più e magari di una mia conseguente maggiore irritabilità verso chi mi circonda, il giorno dopo. Meno male che c’è chi è più tosta di me, e dico sul serio non con ironia. In ogni modo siamo purtroppo di nuovo in questa situazione di arrossamento e confesso il mio peccato, la notte vado di usa&getta (mi sono fatta arrivare quelli super-bio, ora vedremo come va) e di giorno li cambio meno di ogni 2 ore.
Riguardo gli studi medici su lavabili vs. usa&getta un’amica mi passato quelli pro U&G di un’equipe medica indiana (ma sono in inglese e io non li capisco benissimo). Vogliamo provare a raccogliere riferimenti contrari? cioè pro-lavabili? Uno è il parere del dott. Agosti e dell’ost. Marisa Malaggi in occasione del progetto “ecobebé” della provincia di Varese: http://www.provincia.va.it/ente_data/energecol.nsf/3e0007d10d9d9f7e412568c5003d7ede/45dbddac6b53aa68c1256cd800478976/$FILE/progetto%20ecobeb%C3%A8%20opuscolo%20FINALE.pdf
Potete comunicare qui pareri medici sull’argomento, visto che non se ne conoscono di riferimenti precisi.