Archive for the ‘scuola’ Category

In classe come al Club Med

17 dicembre 2010

condivido questo bellissimo articolo di Marco Lodoli.
Che mi fa pensare anche tanto ai miei viaggi in treno, e, ancor prima, al mio essere stata studentessa.
Un po’ secchiona, ma comunque spesso annoiata.
Che mi è tanto utile per capire e guidare la me-insegnante di oggi.
🙂

In classe come al club Mediterranee
Liceo Scientifico Statale ‘Enrico Fermi’ di Bari – giovedì 16 dicembre 2010

Ma che, è già finita l’ora?

19 ottobre 2010

ecco, l’ho trovata.

E’ la frase che “non ha prezzo”.

Chiedete a quasiasi insegnante. Mentre annuncia, ad es., che è il momento di scrivere l’assegno, e sente tra i banchi uno (su mille, certo, ma succede) che sussurra al compagno di banco: “ma che, è già finita l’ora?”:

Significa che hai fatto una bella lezione e che il tempo è volato.

Oppure per lo meno non gli hai rotto tanto le scatole.

Perché anche se sei impegnato a fare altro (lettura e scarabocchio del diario) una lezione noiosa ti annoia lo stesso.

Quindi per lo meno sai che la tua lezione, di latino, non ha turbato troppo le suddette attività.

E’ dislessia? due statistiche …2

17 febbraio 2010

Quando una non è buona in matematica non solo non va allo scientifico da alunna, ma nemmeno da prof.

Ho scritto la mia fede nelle statistiche nel mio post sugli alunni dislessici.

E invece avevo sbagliato i conti. Allora, se le statistiche dicono che 10% degli alunni presenta forme più o meno serie di dislessia, e tu ne hai 28 in classe e ti trovi 2 dislessici ed affermi che le statistiche sono state rispettate, si capisce che sei una capra in matematica. E si capisce che i dislessici devono essere 2,8. Cioé 2 seri e uno così-così.

E i conti tornano quando, mentre stai consegnano le amate pagelle, arriva una terza mamma che ti dice si prof effettivamente mio figlio fa errori di scrittura… e tu: beh ripensandoci, sì un po’ strani gli errori di suo figlio… particolari… mentre lo dici temi che o stai impazzendo e vedi dislessia ovunque oppure si sta materializzando la statistica. Il che si conferma immediatamente. La signora ha appena aggiunto che l’alunno, da piccolo, ha curato una lieve forma di disgrafia e dislessia. Non lo so se la signora ha percepito una mia lieve forma di risolino isterico.

Quello del… “marò, ma tutti a me?!?!… non è che gli altri prof mi diventano invidiosi???”

I post sulla scuola che non scriverò

10 febbraio 2010

Titoli dei post che non scriverò:

1) “L’alunno che si scopre il fondoschiena e la classe che pensa sia normale”

2) “L’alunno cleptomane”

Basta. Non li scrivo. Se non non mi crede e quindi non mi legge più nessuno e passo per la prof mitomane.

E’ dislessia? due statistiche

9 febbraio 2010

Ecco un post che è da due mesi che ho intenzione di scrivere.

Da quando emergevano i miei poco sommessi lamenti (“non è possibileeeeeeee!!”) durante la correzione di un pacco di compiti di italiano, e la mia supermamma prof oggi in pensione mi fa: “eh ho avuto anche io a volte problemi fuori misura con un alunno poi mi dissero:  ma non lo sai? è dislessico.”

Uno alle mamme è abitutato a non dare troppo credito. E mia mamma è andata in pensione da qualche annetto ormai. Ma poi lo sai che tanto alla fine hanno (quasi) sempre ragione. E lo sai ancora di più quando sei diventata mamma anche tu.

Quindi mi sono subito attivata in rete per documentarmi sulla dislessia. Che non è solo, scopro su internet nell’ottimo sito dell’AID e in questa ottima guida, invertire l’ordine di alcune lettere mentre si legge, come sapevo fino ad allora. Tutt’altro. Ci sono mille sfaccettature di questi DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento): dislessia propriamente detta, disortografia, discalculia, disgrafia. E tanti dis-graziati che magari non sanno di esserlo: 10% degli studenti. Bollati come ciucci, inadatti alla scuola, con quel poco di autostima rimasta buttata sotto i piedi.

Io invece alle statistiche ci credo. Nei mesi precedenti al mio matrimonio, lessi un articolo che diceva che  un terzo delle coppie che oggi si sposano, si separano. Il giorno dopo, al corso pre-matrimoniale guardavo gli altri con sospetto, cercando chi si sarebbe separato. Mi sembrava impossibile. Invece è successo, circa tre anni dopo le date dei nostri matrimoni, quel terzo è stato abbondantemente superato.

Le informazioni che cercavo, nella disperazione del dover correggere i compiti di un ragazzo, mi hanno portato a trovarne anche un altro.

Statistica (quasi) rispettata. Due su 28 : infatti oggi, due mesi dopo, nella mia prima liceo ci sono due diagnosi di dislessia.

Solo nella mia classe. Non è che io ritenga di essere bravissima a individuare questi problemi, ho pochissima esperienza e non si tratta della mia fascia di età (non si dovrebbe individuare al liceo, bensì alle elementari-medie). Ma allora. O è sfiga (“tutti a me!!”). O i mei colleghi non “guardano” davvero gli alunni, limitandosi a spiegare-interrogare-correggere-valutare. Senza provare a capire. Oppure gli altri genitori “sanno” e non vogliono dirlo (così i miei colleghi dicevano a me quando dovevo comunicare questo sospetto alle due famiglie “vedrai! lo sanno e fanno finta di niente per non affrontare il problema”). Oppure non tutti i miei colleghi hanno una supermamma come la mia….

🙂

in giro per il web

28 gennaio 2010

Rubati in giro sul web e fb… se l’autrice li rivuole io li tolgo subito eh!!

😉

***

“Le Bucoliche, le Georgiche, le Neide! ;)”

IN LIBRERIA: “mi dà il RITRATTO DI DORIS DAY?”

in libreria: vorrei un libro di EL SAMORAN

in libreria #3: c’è “Il rosso e il nero” di STENDBAI?

LE PISTOLE di cicerone

poesia per il 20 novembre (giornata internazionale dell’infanzia)

21 novembre 2009

I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

Bertold Brecht

morte a scuola

13 novembre 2009

oggi è morto un operaio, entrato in coma mentre pochi giorni fa stava pittando in una scuola di napoli molto molto vicina a me. Aveva battuto la testa cadendo per le scale, mentre le aule continuavano a fare lezione. Non stava nemmeno su una impalcatura, aveva i piedi a terra, forse un giramento di testa. 35 anni. Sua moglie l’altroieri ha partorito il loro figlio. Che mondo di merda, penso io, e i ragazzi forse per la prima volta ora purtroppo lo sanno anche loro. Come faccio domani a fare lezione?

stupidario – latino

27 ottobre 2009

A.”prof?”
Odio essere chiamata PROF
P.”si?”
A.”una delle frasi del compito è già tradotta sul vocabolario: Sotto il consolato di Cicerone”
P.”si ma attenta, è una traduzione libera; va bene, ma vorrei che tu mettessi subito dopo anche la traduzione letterale”
mi risponde uno sguardo perso nel vuoto e sorriso di circostanza.
P.”hai capito?”
A.”non ho capito come devo fare”
P.”scrivi la traduzione che hai trovato e poi tra parentesi mi scrivi la traduzione letterale. Puoi scrivere “lett.”: ok? ”
A.”ok prof”
***
Correggo i compiti e trovo il suo. C’è scritto così:
“Sotto il consolato di Cicerone (lett.)”

insegnanti “bruciati” dalla scuola: il BURNOUT

25 settembre 2009

sorta di malattia professionale, questo blog ci aiuterà a non cascarci?

http://www.burnout.blogscuola.it/