Archive for the ‘Stili di vita’ Category

Il benefattore dei bimbi poveri

14 aprile 2010

Un imprenditore anonimo del Nord ha pagato la mensa scolastica al posto delle famiglie insolventi. Così “i bimbi poveri avranno una mensa”.

Sembra un racconto da libro “Cuore”, e io sono allergica alle storie strappalascrime, mielose e dal sapore di beneficenza. Non volevo nemmeno leggere. Invece dietro questo testo si intravede una persona che guarda in faccia alla realtà e oggi ce ne sono molte. Ha aperto ancora di più gli occhi anche a me.

E’ una lettura che consiglio.

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gli aiuti all’Abruzzo non siano la nuova Irpinia

10 aprile 2009

Per chi come me ha vissuto l’Irpinia 1980 e ha poi trovato le coperte destinate ai terremotati in vendita nei mercatini rionali del centro di Napoli, è difficile avere fiducia nel fatto che tutto quanto gestiscono le Istituzioni centrali (protezione civile e altro) arrivi davvero a buon fine e la nostra solidarietà non si disperda (non parlo nemmeno di cattiva fede ma diciamo di “cattiva organizzazione”).

Dopo tutti questi giorni e milioni di euro (sms e vari) inviati da italiani, chi è lì racconta (non in tv) che ancora mancano coperte ai campi.. ma com’è possibile???

Una mia amica pescarese cui ho esposto le mie perplessità mi ha quindi mandato i riferimenti locali che vi giro. Potrebbero convincere chi come me di fiducia ne ha persa un bel po’ ma non vuole rinunciare a provare ad essere solidale. In generale c’è chi preferisce la Caritas alla Protezione Civile: io non so, ormai mi fido quasi solo delle singole persone perciò di quello che mi suggerisce la mia amica del posto.
Grazie.
Laura

Donazioni denaro:

-> CARITAS PESCARA:
C.C.P. intestato a CUORE CARITAS n.87086955, causale Terremoto L’Aquila
o
Bonifico Bancario: BANCOPOSTA – IBAN IT62R076011540000008708695
5, causale: terremoto L’Aquila

oppure

-> RIFONDAZIONE PER L’ABRUZZO IBAN: IT32J0312703201CC0340001497

il calendario 2009 che fa del bene

11 novembre 2008

calendario della solidarietà

come le eco-borse-solidali, anche quest’anno sceglierò il calendario della solidarietà. E anche quest’anno sarà un anno colorato e solidale, grazie all’impegno di chi lo ha realizzato e al sorriso dei bambini della Repubblica Centrafricana.

Qui potete leggere il post e, magari, farvi “tentare” anche voi!!!

PS: Anna, è qui che trovi i proverbi africani di cui ti avevo parlato e che avevo postato

11 ottobre: giornata mondiale dell’allattamento

8 ottobre 2008

Sabato 11 Ottobre 2008 alle 11 di mattina delle mamme che allattano al seno ‘attaccheranno’ i loro bambini contemporaneamente in 13 paesi del mondo raggruppate in siti registrati.La ‘global breastfeeding challenge’ consiste nel raggiungere il maggior numero di bambini allattati contemporaneamente in uno stesso luogo così come il maggior numero di bimbi allattati contemporaneamente in più luoghi alla stessa ora.

Il record attuale per il maggior numero di bambini in un luogo e stato ottenuto con 3738 bimbi a Manila nel 2006 (http://www.unicef.org/infobycountry/philippines_33982.html) e il record attuale riferito a più siti è stato raggiunto dalla Quintessence Breastfeeding Challenge 2007 con 5374 bambini allattati in 225 luoghi.

Perché questa sfida?

L’allattamento al seno produce molti benefici ben documentati inclusa una migliore salute per mamma e bambino. Comunque, molte donne non riescono a raggiungere i loro obbiettivi di allattamento e svezzano i bambini prematuramente, molto prima di come suggerito dalle linee guida. In tutto il mondo il marketing aggressivo dei sostituti del latte materno è la barriera principale al successo dell’allattamento al seno. In più un limite che impedisce alle mamme di continuare ad allattare è la mancanza di supporto da parte della comunità. E’ veramente sorprendente che nel 2008 allattare in pubblico non è riconosciuta universalmente come una normale funzione umana.L’allattamento al seno è promozione della salute in azione! E’ organizzata da Quintessence Foundation in North America ( www.babyfriendly.ca), Children for Breastfeeding Philippines (www.breastfeedingworld.net/ ) e il gruppo  francese le Grand Tétéé (www.grandetetee.com/)

Informazioni aggiuntive e la lista dei luoghi registrati in tutto il mondo si trova su www.babyfriendly.ca

Il nostro evento si svolge come parte della Settimana mondiale dell’Allattamento col tema del Sostegno alle mamme ( www.mami.org )

Siamo un gruppo di mamme che hanno sentito molto bisogno di sostegno e ora che siamo ‘cresciute’ vorremmo che la nostra esperienza non vada perduta.Vorremmo contribuire allo sviluppo di una rete di solidarietà, che veda coinvolte non solo le mamme ma tutta la comunità.

Iniziamo a conoscerci partecipando alla Poppata Mondiale e cercando contatto con le anziane dell’isola e i loro ricordi…in una sorta di passaggio di testimone.Oggi puntiamo sul fare festa insieme…poi si vedrà!

Buona Poppata e buona Sam a tutte!

PS: se siete in zona Procida, scrivetemi e vi mando l’appuntamento locale!!

resoconto ecoincontro, gruppo acquisto e Polinesia

5 ottobre 2008

allora l’ecoincontro c’è stato!! niente ecopancia, ma micol col suo compagno ed il piccolo arturo ci hanno raccontato della loro esperienza “senza pannolino” e lanciato una proposta di creare una rete di mamme in zona per vincere la solitudine e i mille condizionamenti che caratterizzano la “nascita di una mamma”. Raffaella ed io abbiamo parlato della nostra esperienza con i pannolini (e assorbenti) lavabili, io ne ho mostrato qualche modello. Per caso c’era da me anche la mia amica Alessandra per la quale un figlio è per ora solo un progetto (in corso), ma ci osservava interessata, chissà… inoltre ha assistito ad un cambio pannolo caccoloso (prima dell’arrivo delle ecomamme), per cui ha visto la gestione ed ha concordato che è fattibile, per quanto lei userebbe i veli monouso (anche Raffaella li usa, io no). Riguardo a Manuela, che mi ha scritto dalla barca in Polinesia per l’uso dei lavabili per la sua nascitura, siamo giunte alla conclusione che probabilmente la migliore soluzione sono i lavabili in cotone, tipo ciripà o simili, come ci consigliava anche Elena (che ha vissuto simile esperienza) da lavare a mano in acqua di mare e asciugare più velocemente, ma soprattutto ci sembrava fattibile coadiuvare ciò con l’educazione precoce al vasino (EC Elimination Communication) che nella situazione barca comporta meno inconvenienti che in situazione “urbana” (tipo: chissenefrega se la barca si “bagna” un po’ di più!!). Alcune mamme si sono offerte di mandare i loro pannolini, fatemi sapere, in modo da coordinare per non farle arrivare cose doppie per taglia ecc.

Naturalmente abbiamo parlato anche di uomini e… di fatti nostri… se volete saperli… dovete solo venire la prossima volta anche voi!! vi aspettiamo!! Serial, speriamo che il piccolo si riprenda presto così finalmente ci vediamo anche con te!

Riguardo il gruppo di acquisto campano, Raffaella ed io faremo a breve un acquisto all’ecobaby, se qualcuno si vuole unire ci faccia sapere!! a me dovrebbe arrivare da mondevert un pacco con percarbonato e detersivi…. ne ho preso un bel po’,per me come scorta o per qualcuna che voglia provare… ce n’è per tutte! se ne volete un po’… sono a disposizione!

Differenziata a Napoli subito! firma anche tu!!

23 giugno 2008

Riporto una petizione che condivido e che personalmente ho sottoscritto: vi invito a valutare anche la vostra adesione (e a inserire il link nei vostri blog):

“sei a Napoli ? firma la PETIZIONE per ATTUARE SUBITO la RACCOLTA DIFFERENZIATA !!!”
http://differenziatanapoli.blogspot.com

INOLTRE

vi invito a rispondere al questionario “Sei esperto in riciclaggio?” pensato dalla 1a Municipalità

***

Noi sottoscritti cittadini napoletani, siamo convinti che, come peraltro indicato dalle direttive europee, l’unico modo per risolvere i problemi legati ai rifiuti urbani è quello di raccoglierli e smaltirli in maniera differenziata.

Vogliamo che, al pari di altre grandi città come S. Francisco, Napoli raggiunga l’obiettivo di una raccolta differenziata totale ( la cosiddetta opzione “rifiuti zero” ) entro il 2020.

In quest’ottica vogliamo che venga raggiunto prima della metà del 2009 l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata di tutte le frazioni del rifiuto, compreso l’organico.

Per questo ci dichiariamo disponibili ad attuare da subito la raccolta differenziata, preferibilmente depositando alla porta/portone/cancello delle nostre abitazione le quattro categorie di rifiuto prodotto quotidianamente: contenitori e imballagi di plastica e alluminio, carta e cartone, rifiuti organici destinati al compostaggio e rifiuto indifferenziato, portando il vetro nelle campane e portando nelle isole ecologiche o a facendo prelevare su appuntamento i rifiuti occasionali (oggetti, capi di abbigliamento, apparecchiature elettriche e elettroniche ecc. )

Chiediamo che l’ASIA si organizzi IMMEDIATAMENTE per effettuare questo tipo di raccolta e ci aspettiamo a seguito del nostro impegno ( che farà sì che i rifiuti aumentino notevolmente il loro valore ) una congrua riduzione della tariffa.

FIRMA QUI:

http://differenziatanapoli.blogspot.com

I libretti di nozze solidali

16 giugno 2008

In tema di stili di vita improntati alla solidarietà e alla sobrietà, io e il mio coinquilino 😉 ci adoperiamo per consigliare gli sposi sulla preparazione della cerimonia in chiesa e ci offriamo di realizzare dei sobri ma CARINISSIMI libretti della messa di nozze (fatti artigianalmente, ossia a casa nostra!), il cui ricavato non entra nelle nostre tasche, non perché siano pienissime (valutiamo di avere ciò che serve ad una vita dignitosa) ma perchè vogliamo con il nostro servizio compiere un gesto di solidarietà con un nostro amico sacerdote missionario in Repubblica Centrafricana che sta costruendo una scuola elementare per un piccolo villaggio vicino alla foresta tropicale.

Potete leggere il tutto qui.

I pannolini lavabili

14 giugno 2008

Vi racconto la mia esperienza personale con i pannolini lavabili. Come ci diciamo spesso con R., l’altra concittadina che li usa -ci siamo incontrate su internet!- , per noi napoletane la “molla” è stata soprattutto l’idea di riuscire, con la forza di una nostra semplice scelta, a togliere, ciascuna, ben 1 tonnellata di rifiuti non biodegradabili dalle strade della nostra amata Napoli…. Ma cominciamo dall’inizio….

Quanti pannolini usa un bambino, dalla nascita allo “spannolinamento” verso i 2 anni e mezzo? qui si fanno i conti, che sintetizziamo: circa 6.570!

Infatti da 0 a 1 anno i “cambi” di ogni bimbo sono circa 2.920 (8 al giorno), da 1 a 2 circa 2.190 (6 al giorno), da 2 a 3 circa 1.460 (4 al giorno, facendo una media tra chi a quell’età lo usa già solo la notte e chi anche di giorno).

E quanto ci costano tutti questi cambi se usiamo i normali “usa e getta”? Dipende certo dalla marca, ma con la marca più usata, che costa 7 euro al pacco (pacco che per le taglie piccole ne contiene 28 e per le taglie grandi solo 20, con un costo medio di circa 0.29 cent al pannolino), moltiplicando per i numeri di cambi che abbiamo calcolato, la spesa si aggira sui 2.000 euro nell’arco dei 3 anni. Con i lavabili si arriva a 500-600 euro in tutto.

Volendo calcolare l’impatto ambientale, alla buona, serve vedere anche il peso: poiché ogni pannolino pieno di sola pipì (figurarsi quando c’è anche “altro”!) pesa tra i 150 e i 250 grammi (giornalieri e notturni), cioè in tutto (1.095 notturni e 5.475 giornalieri) 1.095 Kg… ogni bambino “produce” più di una tonnellata di pannolini. Più di una tonnellata di rifiuti da rimuovere dalle strade delle nostre città e non so voi, ma nella mia stiamo inguaiati già di base!; da smaltire adeguatamente…. Ma come? Questo è un problema anche delle “migliori città” perché oggi non c’è altro metodo se non buttare questi rifiuti, che sono plastiche farcite dei rifiuti organici dei nostri bimbi, nell’indifferenziato. Un pannolino usa e getta infatti non è biodegradabile (ci mette 500 anni).

Infine, ma non certo per ultimo motivo, il pannolino usa e getta non è nemmeno garantito per la salute dei bambini: e, secondo una denuncia di Greenpeace, la corsa al “pannolino più sottile e che tiene più asciutto” ha portato le case produttrici ad introdurre composti nocivi sia in fase di degradazione ambientale (per gli organismi marini), sia per l’uomo. In ultimo, c’è da dire la sensazione del super-asciutto porta i bambini a staccarsi tardi dal pannolino.

La soluzione che abbiamo scelto di provare viene dal passato (si lavano come quelli che indossavano le nostre mamme, e qualcuno di noi) , ma usa l’agio della moderna tecnica (sono “tutto in uno”, niente ciripà dietro al cui “assemblaggio” impazzire) e tecnologia (si lavano in lavatrice senza pretrattare).

Sono i “pannolini lavabili”.

Abbiamo deciso di provarci perché, per i motivi sopraelencati sicuramente “è meglio”.

E’ meglio per l’ambiente (una mamma che sceglie così sta togliendo una tonnellata di rifiuti dalla strada e soprattutto nella nostra martoriata città non è poco), per le nostre tasche (risparmio almeno del 50 %) e per la salute dei nostri bambini.

Restava da capire: “è fattibile”?

Ciò significa che, se illustri personaggi ecologisti come Beppe Grillo ne sponsorizzano a ragion veduta l’uso, non sono certo loro in prima persona a doversi occupare della loro “gestione”. Costoro non sono donne-mamme-lavoratrici, a cui la testa gira a rischio di svitarsi anche senza bisogno di mettersi a lavare un altro tipo di capo!

La vera scelta non è sponsorizzarli, è provarci.

In Italia la scelta di pannolini lavabili presenti negli scaffali dei negozi è limitata ad una sola marca, che non mi ha convinto qualitativamente.

Digitando pannolini lavabili su google si trova una ditta italiana che li importa dall’estero (dove, manco a dirlo, questa scelta è molto più diffusa che da noi). Sul suo sito, grazie anche ad un utilissimo forum, ho capito che esistono fondamentalmente 2 tipi di modelli: uno, l’AIO (All In One, tutto-in-uno), praticissimo e utile per il giorno, e il pocket (o due in uno) cioé un pannolino con tasca interna in cui inserire più di un inserto (ce ne sono di vari tipi, microfibra, canapa di flanella, bamboo, ecc), per la notte. L’effetto drenante (asciutto sulla pelle) è svolto dallo strato di pile comune a tutti questi pannolini. Le taglie possono ridursi a due, XS sotto i 5 kg del bimbo e TU (taglia unica) sopra tale peso. Ovviamente questo passaggio, così come la scelta della marca (Dream Eze, Happy Heinys, Mommy’s Touch, Fuzzy Bunz….) dipende dalla conformazione del pupo, se più “lungo” o “largo”. Ma in questo la titolare, Chiara, mi ha aiutato moltissimo nella scelta, avendoli lei visioanti e provati tutti! Prima ho provato 2-3 esemplari di marche diverse e poi, capito quale si adattava meglio alla conformazione del pupo, ho fatto il “grosso acquisto” (il numero dipende dalla velocità di asciugatura, dal numero di cambi che si prevede e dalla frequenza di lavatrici che si intende avere -io ogni 2 giorni circa-). Il nostro negozio virtuale fa sconti per i grossi quantitativi (fino al 30%) e se ci si organizza anche con altre mamme al momento dell’acquisto, si risparmia parecchio. Mediamente, come ho scritto sopra si spende (non volendo lavarli tutti i giorni) tra i 500 e i 700 euro (contro i 2.000 degli usa e getta).

Quando è arrivato il primo pacco a casa la prima reazione è stata “come sono belli“! non so: la forma, i colori, la sensazione tattile del tessuto invece della plasticaccia. Il secondo pensiero è stato: u marò e mo’ come ci organizziamo?. Essendo un po’ “pioniera”, cioè nessuna mamma napoletana o amica a consigliarmi, ho fatto tentativi e mi sono buttata sui forum in internet dove, dal Nord e Centro Italia, scrivono le cosiddette eco-mamme, esemplari meno rari che qui; centro nord dove i Comuni incentivano l’uso dei pannolini (dando ad es. il corrispettivo economico del mancato smaltimento di quella tonnellata di rifiuti…! Bella idea? Coerente, non vi pare? certo noi quaggiù non ne avremmo proprio bisogno!!).

Ecco la “gestione dei miei pannolini lavabili”.

Li ho messi in bagno riusando come porta pannolini un portaoggetti di cotone con tante tasche (così a vista ho sotto controllo quanti ne restano di puliti) appeso al muro, adeguatamente modificato per l’esigenza.

Una volta sporchi, li accumulo in un bidoncino con acqua e bicarbonato o(non più, puzzavano di più che a secco!) gocce di teatree sul fondo (sempre dalla solita rivenditrice on line), in attesa di lavarli.

Il lavaggio avviene -ogni 2 giorni- direttamente in lavatrice senza pretrattare; 50° ciclo sintetici. Si può lavare semplicemente con poco detersivo (se è detersivo eco è meglio per l’ambiente) magari nella pallina dosatrice nel cestello invece che nella vaschetta, così lava meglio, e niente ammorbidente. Oppure, con niente detersivo e 2 cucchiai di percarbonato di sodio (io lo prendo solo sul web qui o qui e voi??) mentre quello Sonnet è nei supermercati bio ma non l’ho ancora provato) o bicarbonato di sodio (quello da supermercato) nella pallina dosatrice dentro al cestello e 100 ml di aceto o di soluzione al 10% di acido citrico (anche questo lo trovo solo qui) messa nella vaschetta dell’ammorbidente.

L’asciugatura avviene (dopo aver messo la centrifuga al massimo, 900 giri o anche più se ce l’avete!!) sotto un vecchio appendino quelli ad ombrello con le mollettine. Non nascondiamoci dietro un dito, ci vuole un po’ di tempo per vederli asciutti, anche 24 ore. Perciò bisogna averne un buon numero per ammortizzare il tempo di lavaggio+asciugatura. Ma una volta organizzati sotto questo aspetto è ok. Inoltre c’è da dire che io li asciugo in casa al chiuso, ma se avete un balcone al sole tanto di guadagnato!

C’è modo di organizzare anche i week-end, mettendo tutto in una sacca e poi lavando una volta rientrati a casa (già sperimentato!!).

Il bimbo è asciutto (i pannolini raggiungono la reale capacità di assorbimento a partire da 5-6 lavaggi..in realtà a me ne sono serviti 10-12!), certo non è asciuttissimissimo come con gli usa e getta, ma va bene così, lo spannolinerò prima! e niente rossori.

Insomma io ormai non li cambierei più, la bilancia pesa troppo a favore del sì!
Se non portasse sfiga, credo, direi il famoso ” si può fare ” !!!

Voi che ne pensate?

Foto a seguire!!

Ci sono altre napoletane (e non) che vogliono anche loro togliere 1 tonnellata di monnezza, in più risparmiare e pensare alla salute del pupo??? lo sforzo per fare ciò secondo me è minimo!!

Se già sei un’ecomamma campana, ci vogliamo confrontare su prodotti in zona, punti di acquisto e magari creare un gruppo di acquisto ecologico, per facilitare acquisti in internet o avere sconti maggiori?

Se volete contattatemi lasciando un commento qui sotto!

PS: ora provo anche gli assorbenti lavabili per il ciclo, fatti nello stesso materiale, anche se il loro lavaggio mi lascia per ora più perplessa…. vedremo!!

PS2: siccome qui in Campania la collaborazione dei cittadini per costruire un modo più pulito e sano non è (come dovrebbe essere) un obbligo/dovere (incentivato) bensì una scelta di libero arbitrio affidata alla buona volontà dei singoli e CIVILI napoletani (e senza incentivo alcuno), vale secondo me il principio che le cose crescono piano piano dal basso, proprio così come… “dicette ‘o pappece ‘nfaccia a’ noce: damme ‘o tiempo ca te spurtoso”. (traduco: “Disse il verme alla noce dammi il tempo che arriverò dove dico io”)!!!