Archive for the ‘vacanze’ Category

rientri

1 settembre 2008

cari tutti, ciao!

anche noi siamo tornati. Sono state vacanze lunghe, e stancanti. In più in estate pare che ci sia più tempo anche per dirsi cose che non si ha il tempo di dirsi, e capita che siano spiacevoli, anche estremamente. E’ successo a noi, quest’estate. La principale catartica discussione riguardava l’onnipresente problema della ripartizione/ condivisione dei ruoli nell’ambito della vita familiare. Più che una discussione, è stato il mio personale e non-mediato sfogo. Ho sempre avuto l’impressione che il mio “comunicare” il disagio era più simile ad una continua e ripetitiva lagna del “possibile che debba fare tutto io?”. Seguìta in genere da una specie di silenzio. Assenso? bah. Più sfottimento che altro. Questa volta è stata diversa. La nostra estate è stata segnata, oltre che da stanchezza, nottate e piccoli malanni di stagione, anche dall’evento, cuore delle discussioni tra amici, della separazione di una coppia che noi consideravamo una abbastanza “ideale”. Carini e affiatati. Tre figli. Salvo poi a scoprire, dopo 15 anni di matrimonio, che forse lei era stata troppo carina. Forse si era tenuta troppo tutto dentro. Forse si è disamorata a forza di sopportare piccole e grandi cose dal marito. Disamorata pian piano di lui. E poi rinnamorata di un altro. Per il quale alla fine ha mollato tutto. E forse è stato questo che ha spinto non tanto il mio cuore a aprirsi a mio marito, cosa che pure invece avevo fatto spesso ma ripeto con modesto risultato comunicativo, a mio parere. Più che altro ha spinto il mio stomaco a buttare fuori cose certo brutte a dirsi così, senza filtro alcuno. Eppure vere. Stavano lì, e sentivo che mi stavano rodendo. E consumando l’amore sui cui stavamo costruendo la nostra famiglia. Le ho vomitate, le cose che pensavo, così com’erano, e ovviamente acuite dalla occasionale incazzatura del momento. Il nodo centrale è stato credo quando io ho detto: io sono stata me stessa sempre con te prima di sposarci, tu forse no, mi hai fatto capire che avremmo condiviso e ripartito i ruoli, non che io avrei fatto la wonder woman. Non sei stato onesto. Io, se sapevo che era così, manco ti sposavo. E ringrazia che hai due figli e che non posso prendere subito misure conseguenti. E La bomba è scoppiata davvero. Anche lui mi ha detto cose che non aveva mai detto, ed erano così tenere perchè forse dettate dalla disperazione di vedermi così determinata e ad un punto così estremo; venivano dallo stomaco, anche quelle.

Oggi, di ritorno da vacanze un po’ estenuanti da vari punti di vista, siamo insieme, e io mi sento felice.

Lui ha tenuto fede all’impegno che ha deciso di assumersi quella sera, cioé scegliersi un compito da ritagliarsi nei confronti della famiglia e del rapporto con i figli; e stamattina ha preparato e accompagnato entrambi i bambini a scuola, mentre io dovevo andare presto al lavoro. Certamente, ieri sera gli ho dovuto preparare io le tenute dei bimbi, le borse e la pappa. E, certo, ora al mio rientro la casa è un caos, letti sfatti e roba sporca un po’ sparsa. Ma io sono davvero felice perché quello che ha fatto l’ha fatto con impegno, non si è lamentato e naturalmente ci è riuscito benissimo.

Perciò, amore mio….. non è vera quella cosa che mi hai detto quella sera… lo sai cosa!

ti amo
e sono contenta di averti sposato

PS: pensi di essertela cavata con il primo giorno? ormai ho visto che lo sai fare!!

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vacanze

23 luglio 2008

sono tornata una settimana prima, anche se non mi avete visto in rete. E vi spiego perché.

Allora: siamo arrivati nella -per fortuna ampia- casa del mare di mio suocero. Valigie, bambini, mamme, mariti. Un casino del diavolo. Da scapparsene. Ci siamo fatte forza e abbiamo aspettato che si calmassero le acque. A spizzichi e bocconi, i mariti sono partiti. Siamo rimaste sole e sulla spiaggia è comparsa la baby sitter. E’ cominciata la vacanza. Senza virgolette. Si è creato un equilibrio, surreale, magico. Certo, tutto molto faticoso. Ma almeno ci facevamo due chiacchiere sugli uomini (ex e non) e poi ci siamo anche riuscite a buttare un po’ a mare, cosa che alcune mamme raccontano di non avere fatto fino al compimento dei due anni dei figli… E dalla foto, secondo me, un po’ di invidia la facciamo, o no??

vi presento, da sinistra verso destra: L.P., Irene (17 mesi), P.G. ribattezzata “cocomero” (“sforna” a fine agosto), i miei Andrea (9 mesi) e Giulia (3 anni e mezzo – “mamma facciamo 4 e mezzo per finta ??”), Maria Rosaria (2 anni e poco più). Io scattavo.

Gli obiettivi dello stage sono stati velocemente raggiunti: Maria Rosaria ha fatto per la prima volta la pipì nel vasino. Irene ha fatto qualche passetto senza la manina. Giulia si è cominciata a mettere gli occhiali senza fare storie, e Andreone ha cominciato a gattonare seriamente e velocissimamente… all’indietro. L.P. e P. G. si sono conosciute un po’ (non si erano mai viste, le avevo accocchiate insieme io… ma c’ho un talento innato in quest’arte… dall’estate del 1999, 7 ragazze in Grecia… anche questo magari un giorno sarà oggetto di post… o forse no, visto che non sai mai, mia figlia iniziasse a leggere precocemente…!!)

Altrettanto velocemente, però, arriva la catastrofe: il quarto giorno “atterriamo” la babysitter, le viene la febbre. La sera la febbre si aggiunge anche alla congiuntivite con cui Irene già era partita… Andrea ulula la notte per i denti. L.P. decide di partire, e ciò, aggiunto alla partenza già programmata del cocomero P.G., mi fa arrivare alla decisione che non posso restare una settimana intera da sola con quell’angelo di mia figlia ma anche con l’urlatore notturno. Mi sento stanca. Decido: torno a Napoli. Metto Giulia al campo estivo per una settimana, chiamo la babysitter dell’anno scorso per l’urlatore e così io mi riposo. Dopo qualche ora, P.G. mi propone: e se ti trasferisci con i bimbi nella tua casetta giù al mare dove veniste freschi sposini, vicino a casa mia? c’è il terrazzo, la piscinetta gonfiabile, lo scivolo, gli altri cugini, vedrai che riusciamo a gestire comunitariamente…. Insomma, bimbi cocomero e tu. Ci penso. Prende il sopravvento una molecola di wonder woman scappata in me chissà da dove e propongo al marito. Accetta.

I mariti tornano a prelevarci.

Noi ci trasferiamo. Una station wagon 7 posti carica all’inverosimile, pannolini lavabili inclusi. In una casa certo romanticissima ma dove la lavatrice anni ’80 posta nel bagno-sottoscala cammina da sola al primo ciclo di risciacqui energici; senza telefono né ovviamente internet.

E’ stancante, ma anche la seconda foto forse fa invidia… La nuova babysitter si chiama Maria Chiara, ha 8 anni, è la figlia di un’altra cugina “del terrazzo”, è gratis…. almeno così penso io…. ma sai con sta nuova generazione magari pretenderà la paghetta alla fine.

Domenica parto per altri “rilassanti” 15 giorni al mare (stavolta villaggio turistico in puglia), poi montagna dai miei e poi un altro po’ di mare dai suoceri, tanto per gradire.

Poi ricomincia “il lavoro”.